(VIDEO) Konecta, posizione choc al tavolo in Prefettura: “Nessuna vertenza”

74 lavoratori verso il reddito zero entro il 18 maggio, sindacati e Voce: servono risposte immediate

A cura di Redazione
24 aprile 2026 14:32
(VIDEO) Konecta, posizione choc al tavolo in Prefettura: “Nessuna vertenza” -
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Un vertice che avrebbe dovuto dare risposte e che invece ha certificato uno scontro totale, con l’assenza pesante dell’azienda e una tensione che resta altissima attorno alla vertenza Konecta. Al centro del confronto in Prefettura, la posizione giudicata inaccettabile dai sindacati e dalle istituzioni, mentre il tempo stringe per decine di lavoratori a rischio.

A scuotere il tavolo è stata soprattutto la presa di posizione dell’azienda, riportata dal segretario Confial, Fabio Tomaino, che ha parlato senza mezzi termini di una situazione paradossale: «Beh, è successo che Konecta, in maniera scandalosa, ha messo nero su bianco una dichiarazione che fa veramente capire l’allarme del problema, cioè sostiene Konecta che non esiste una vertenza Konecta. Il 9 aprile è stato certificato uno stato di crisi, sono state messe 654 persone in cassa integrazione e secondo Konecta non esiste una vertenza: questo è il dato veramente più allarmante».

Nel corso dell’incontro, ha spiegato Tomaino, sono emerse tutte le criticità accumulate nel tempo e soprattutto la mancanza di certezze sul futuro: «Abbiamo sottolineato tutte le criticità che ci sono state nel tempo, il fatto che si poteva intervenire prima, responsabilità pregresse sul progetto, ma soprattutto abbiamo fatto un ragionamento sulla prospettiva. La Regione Calabria ha detto che si sta lavorando a una soluzione che riguarda sia i 74 lavoratori in scadenza il 18 maggio sia il progetto complessivo di Konecta».

Una risposta giudicata insufficiente nell’immediato, soprattutto per chi rischia di restare senza reddito nel giro di poche settimane: «Non possiamo aspettare la soluzione complessiva per i 74 lavoratori – ha aggiunto – la mobilitazione continuerà e nelle prossime ore devono arrivare risposte concrete. Abbiamo tempo fino al 31 dicembre 2026 per il rilancio complessivo, ma non per questa emergenza».

Tomaino ha poi puntato il dito anche contro l’atteggiamento dell’azienda durante il confronto: «Mi auguro che questo atteggiamento di Konecta venga in qualche modo richiamato, anche sanzionato dalla Prefettura, perché è davvero paradossale non dichiarare una vertenza mentre esiste. Già in passato avevamo evidenziato tutte le criticità nei confronti dell’azienda».

Sulla stessa linea il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che ha evidenziato la gravità della situazione sociale: «Pensavo che si fosse trovata una soluzione definitiva e stabile per i circa mille lavoratori tra le varie sedi. Oggi siamo qui perché 74 lavoratori tra poche settimane saranno a reddito zero e in alcune famiglie lavorano entrambi in Konecta».

Voce ha poi criticato duramente l’assenza dell’azienda e le modalità con cui è stata gestita la commessa: «È strano che oggi non siano venuti i responsabili ai quali è stato affidato TIM, che ha responsabilità anche in questa vicenda. Parliamo di una società che aveva un capitale sociale di appena 10 mila euro: cose ridicole».

Infine, l’affondo sulla gestione del progetto e sulle ricadute per i lavoratori: «A questi lavoratori hanno rubato la speranza di un lavoro stabile e qualcuno dovrà assumersi le responsabilità. L’amministrazione comunale sarà sempre al loro fianco, ma bisogna fare chiarezza. Ci sono stati lunghi periodi in cui, a sentire i lavoratori, non si è fatto nulla: bisogna verificare il business plan e soprattutto come è stata gestita la digitalizzazione delle cartelle sanitarie».

Con la scadenza del 18 maggio ormai imminente, il clima resta incandescente. I sindacati sono pronti a proseguire la mobilitazione, mentre sul territorio cresce la preoccupazione per una crisi che coinvolge centinaia di famiglie tra Crotone, Settingiano e Rende

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