(VIDEO) Il Quadro Grande visita l’ospedale, monsignor Caiazzo: «Ritrovare fiducia nella sofferenza»

Petali dai balconi e preghiere lungo il percorso: la città rinnova uno dei momenti più sentiti del mese mariano

A cura di Redazione
09 maggio 2026 21:22
(VIDEO) Il Quadro Grande visita l’ospedale, monsignor Caiazzo: «Ritrovare fiducia nella sofferenza» - Foto: Redazione
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Crotone - La musica della banda, i passi cadenzati dei portantini, i fedeli affacciati ai balconi e le mani strette attorno a un fiore. Tra piazza Pitagora e piazza Immacolata già dal pomeriggio si respirava l’attesa per uno dei momenti più sentiti del mese mariano: la visita del Quadro Grande della Madonna di Capo Colonna all’ospedale San Giovanni di Dio.

Come ogni secondo sabato di maggio, la città ha rinnovato una tradizione che da secoli accompagna il cammino di fede dei crotonesi. Tante le persone che hanno deposto fiori ai piedi dell’effige sacra, segno di quella devozione filiale che lega Crotone alla sua Madre da oltre cinquecento anni.

Il corteo ha preso avvio dalla chiesa dell’Immacolata, dove il Vespro è stato presieduto dal Capitolo Cattedrale insieme all’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Alberto Torriani, e all’arcivescovo di Cesena, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, tornato nella sua diocesi d’origine in occasione del settennale.

Dopo la sistemazione dell’effige sul sagrato, la processione ha attraversato le vie del centro cittadino fino a raggiungere l’ospedale, dove ad attendere il Quadro c’erano il direttore sanitario Lucio Cosentino, che ha deposto i fiori ai piedi della Madonna, il prefetto di Crotone Franca Ferraro, rappresentanti istituzionali, personale medico, degenti e familiari.

«Maria si mette in cammino con noi dentro questa città – ha detto monsignor Torriani – ed è un cammino che indica sempre una direzione: quella della Pasqua, del Risorto, della fedeltà quotidiana. In questi giorni di festa ciascuno riscopre qualcosa di profondo, anche chi torna a Crotone dopo tanto tempo. È una sorpresa che appartiene a tutti».

Davanti all’ingresso dell’ospedale, tra il profumo dell’incenso e il silenzio raccolto dei presenti, monsignor Caiazzo ha affidato alla Madonna un messaggio di speranza rivolto soprattutto a chi soffre. L’arcivescovo ha ricordato il forte legame con la sua terra e con la Vergine di Capo Colonna, tornando a vivere quella processione dopo dieci anni.

«Guardare il volto di Maria è sempre un’emozione – ha affermato – soprattutto quando sai che quel volto ti appartiene, perché è stato riferimento per un’intera vita. Anche da lontano continuiamo a rivolgerci a lei nei momenti più difficili».

Il presule ha poi richiamato il significato biblico del settennale, simbolo di riposo, rigenerazione e rinascita, collegandolo alla vita dell’uomo e alla sofferenza vissuta dentro gli ospedali.

«Abbiamo bisogno di guardare a colei che conosce la sofferenza e sa come affrontarla. Nessuno deve sentirsi smarrito o senza speranza. Guardando a Maria ritroviamo fiducia: nulla della nostra vita andrà perduto. Anche il dolore, vissuto con fede, può trasformarsi in gloria».

Parole accolte nel silenzio dei degenti e del personale sanitario, riuniti in preghiera insieme a don Claudio Pirillo, cappellano ospedaliero, che ha partecipato alla celebrazione accanto alle famiglie dei ricoverati.

Al termine dell’incontro, il Quadro Grande ha ripreso il cammino verso la chiesa dell’Immacolata. Durante il rientro, dai balconi sono piovuti petali di rose e bigliettini votivi, accompagnando il passaggio della Madonna nel cuore della città, tra preghiere, commozione e antichi gesti di devozione popolare.

Danilo Ruberto

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