(VIDEO) Il Comandante Giovinazzo lascia Crotone: «Decapitati i vertici di tutte le locali di 'ndrangheta»
Il bilancio del comandante provinciale uscente e l’arrivo, dal 14 settembre, del nuovo comandante: «Lascio una parte del mio cuore in questa terra»
Crotone – Quattro anni alla guida dei Carabinieri della provincia di Crotone, tra il contrasto alla criminalità organizzata, le grandi emergenze e il lavoro quotidiano accanto ai cittadini. È tempo di bilanci per il colonnello Raffaele Giovinazzo, che lascia il Comando provinciale per assumere il nuovo incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando Legione Carabinieri Calabria, a Catanzaro.
Questa mattina, nella caserma del Comando provinciale dei Carabinieri di Crotone, Giovinazzo ha incontrato i giornalisti per ripercorrere il quadriennio appena trascorso e salutare un territorio che, ha spiegato, ha imparato a conoscere ben oltre gli stereotipi.
Al suo posto, dal 14 settembre, si insedierà il colonnello Dario Pini, che lascia Catanzaro, dove ricopre l’incarico di capo dell’Ufficio Personale del Comando Legione Carabinieri Calabria.
«Un popolo generoso e con una grande voglia di libertà»
Il primo pensiero di Giovinazzo è rivolto alla provincia crotonese e ai suoi cittadini. «Lascio un territorio caratterizzato da un grande popolo, dotato di grandissima generosità e di una grande voglia di libertà», ha detto.
Nel corso di questi anni, ha aggiunto, l’Arma ha cercato di lavorare «in mezzo ai cittadini», mantenendo aperto il confronto con il territorio e ascoltando le sue istanze. Un impegno che ha coinvolto anche i giovani, nei quali il comandante uscente ha colto «una voglia di affrancarsi dalla criminalità organizzata e da quella diffusa».
Una convinzione che, per Giovinazzo, rende il cambiamento ormai avviato difficile da arrestare.
Il contrasto alla criminalità e «i contadini della legalità»
Il comandante ha richiamato le operazioni condotte negli ultimi anni contro le cosche del territorio, ricordando come siano stati colpiti i vertici delle locali di 'ndrangheta e come siano arrivate condanne significative, alcune delle quali diventate definitive.
«Sono la testimonianza dell'azione che le forze di polizia e l'Arma dei Carabinieri hanno condotto in questo territorio», ha osservato.
Giovinazzo ha poi ripreso una definizione utilizzata durante il suo comando: quella dei Carabinieri come «contadini della legalità».
«Abbiamo arato e seminato questo terreno per renderlo produttivo e far germogliare dei frutti», ha spiegato, dicendosi convinto che il territorio potrà continuare a produrre risultati «eccezionali», come accaduto nella sua storia millenaria.
«Lascio una parte del mio cuore a questa terra», ha aggiunto, spingendosi fino a chiedere di essere considerato, anche dopo il trasferimento, «uno di voi».
La notte del naufragio e la lezione di Cutro
Tra le pagine più difficili del quadriennio, quella del naufragio di Steccato di Cutro, nella notte del 26 febbraio 2023.
«Mi viene sempre difficile parlare di quella mattina e di quella notte», ha detto Giovinazzo. Un evento che, dopo 35 anni di carriera, gli ha fatto comprendere più profondamente «cosa sia l'essere umano e cosa sia la disperazione».
Donne, uomini, anziani e bambini in viaggio verso una terra sconosciuta, il mare, il freddo, le vittime. Un'immagine rimasta impressa nel comandante, ma anche la risposta della comunità ha lasciato un segno profondo.
Guardando gli uomini e le donne di Cutro accorsi quella notte per aiutare i sopravvissuti, Giovinazzo ha detto di aver compreso ancora una volta la complessità di questo territorio.
«A Cutro non c'è solo la 'ndrangheta, non ci sono soltanto le cosche e le operazioni giudiziarie: c'è anche una grande voglia di riscatto».
Il testimone a Dario Pini
Dal 14 settembre il testimone passerà al colonnello Dario Pini. Un cambio al vertice che per Giovinazzo apre una nuova fase, ma anche nuove sfide.
«Il mio successore avrà un compito molto difficile, perché lavorare a queste latitudini non è facile, ma avrà anche una grande opportunità: conoscere le dinamiche di questa gente e dei giovani e accompagnarle in un percorso di crescita».
Sul territorio si preparano, infatti, anni segnati da importanti opere infrastrutturali. Dalla nuova Statale 106 allo sviluppo del porto di Crotone, anche in relazione ai collegamenti marittimi e alle prospettive turistiche.
Proprio la realizzazione di queste opere rappresenterà una delle principali sfide per il futuro, secondo Giovinazzo: accompagnare i processi di sviluppo e impedire che gli investimenti possano attirare tentativi di infiltrazione criminale.
Un compito che il comandante uscente affida con fiducia al suo successore. «Il colonnello Dario Pini ha grandi capacità e saprà sicuramente farlo con professionalità e competenza».