(VIDEO) Dal magazzino alla chiesa: San Domenico ricorda le sue origini e don Gino Cantafora

Messa con monsignor Bregantini e uno spettacolo teatrale dei volontari ha ripercorso la nascita della comunità e la storia del sacerdote che la guidò fino alla nomina a vescovo di Lamezia Terme

A cura di Redazione
05 agosto 2026 10:00
(VIDEO) Dal magazzino alla chiesa: San Domenico ricorda le sue origini e don Gino Cantafora - Foto: Redazione
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La comunità parrocchiale di San Domenico, nel quartiere omonimo di Crotone, ha vissuto ieri una giornata di festa nel ricordo del proprio patrono. La celebrazione, tradizionalmente legata al 4 agosto, giorno dedicato a San Domenico di Guzmán, fondatore dell'Ordine dei Predicatori (Domenicani) e grande promotore della predicazione del Vangelo, è stata quest'anno spostata al 7 agosto, ma la parrocchia ha scelto comunque di ritrovarsi per un momento di preghiera e condivisione.

A presiedere la solenne Eucaristia è stato monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo emerito di Campobasso-Boiano, molto legato a Crotone dove, negli anni del suo ministero, fu parroco della chiesa di Santa Chiara e cappellano della casa circondariale cittadina.

A concelebrare la messa il parroco don Girolamo Ronzoni e don Lino Leto, che guidò la comunità di San Domenico per 17 anni, dopo la nomina di don Gino Cantafora a vescovo di Lamezia Terme nel 2004 e prima dell'arrivo dell'attuale parroco.

Al termine della celebrazione, il sagrato della chiesa si è trasformato in un palcoscenico con la rappresentazione teatrale "Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?", messa in scena dai volontari della parrocchia davanti a numerosi fedeli.

Lo spettacolo ha ripercorso la vita e il ministero di don Gino Cantafora, dagli anni dell'ordinazione sacerdotale per mano di monsignor Pietro Raimondi, ai primi incarichi pastorali nelle parrocchie di Santa Veneranda e Santa Anastasia, passando per il servizio come rettore di San Giuseppe, fino all'esperienza nello scantinato di via Libertà dove prese forma la futura comunità di San Domenico.

La rappresentazione ha ricordato anche l'impegno dei primi anni in quel piccolo magazzino trasformato in luogo di preghiera, l'arrivo delle Suore Elisabettine, l'invito di padre Giacomo con l'équipe dei catechisti per avviare le catechesi del Cammino Neocatecumenale rivolte ai giovani, la fondazione ufficiale della parrocchia nel 1975, la posa della prima pietra con monsignor Giuseppe Agostino, quindi la crescita della comunità fino alla costruzione dell'attuale chiesa, progettata dall'architetto Macirella. Un cammino che ha attraversato i decenni fino ai ministeri di don Lino Leto e dell'attuale parroco don Girolamo Ronzoni.

Sul palco Claudio Perri ha interpretato don Gino Cantafora, mentre don Massimiliano Assisi, parroco di Papanice, ha vestito i panni di monsignor Giuseppe Agostino, allora arcivescovo di Crotone.

Claudio Perri ha raccontato il forte legame personale con don Gino. «L'emozione è forte perché io, grazie a don Gino, sono entrato a praticare la Chiesa. L'ho conosciuto, lui è stato veramente un padre, è sempre stato disponibile e ha sempre avuto una parola per me e per tutti quelli che frequentavano San Domenico. Questa è la seconda volta che portiamo in scena questa commedia: abbiamo impiegato quasi cinque o sei mesi di prove perché non siamo attori e le parti non erano semplici. Il ricordo più bello è il suo modo di guardarti negli occhi e capire il tuo stato d'animo. Una volta mi incontrò fuori dalla chiesa mentre attraversavo un periodo difficile: capì subito che avevo bisogno di una parola e me la diede. Posso dire che mi ha salvato la vita».

A fare da filo conduttore alla narrazione è stata Nunzia Manfredi, nei panni di una nonna che racconta al nipote Samuele la storia della parrocchia e del suo fondatore, dalle prime "messe beat" celebrate nello scantinato fino ai giorni nostri.

«È una grande responsabilità raccontare una persona così grande, ma mi ha regalato tantissime emozioni positive. Non saprei nemmeno come definirle: empatia, vicinanza spirituale. Riusciva a capire l'intimo delle persone, leggeva dentro ciascuno e aveva un dono davvero speciale», ha raccontato Nunzia Manfredi.

Tra il pubblico presente nell'anfiteatro della parrocchia anche monsignor Giancarlo Bregantini e le sorelle di don Gino Cantafora, che hanno seguito con emozione una rappresentazione dedicata alla nascita di una comunità diventata, negli anni, un punto di riferimento spirituale e umano per intere generazioni di crotonesi.

Danilo Ruberto

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