(VIDEO) Crotone ricorda Dodò Gabriele: l’aula magna ora porta il suo nome
Dopo tre anni arriva la dedica dell’aula magna al bambino vittima innocente della ’ndrangheta. Alla quinta edizione del Premio Dodò l’assenza di mamma Francesca, scomparsa lo scorso maggio
Dopo tre anni l’aula magna dell’Istituto Ciliberto-Lucifero porta il nome di Domenico “Dodò” Gabriele, il bambino di 11 anni ucciso dalla ’ndrangheta nel 2009 mentre giocava a calcio. Un luogo della scuola diventa così uno spazio permanente di impegno civile.
Questa mattina presso l'aula magna dunque si è svolto il quinto premio dedicato a Dodò e, accanto al suo ricordo, c’è stata inevitabilmente anche l’assenza di mamma Francesca, scomparsa tragicamente lo scorso 11 maggio. Per anni, insieme a papà Giovanni, Francesca ha trasformato una tragedia familiare in un percorso di testimonianza rivolto soprattutto ai giovani, affinché la storia di Dodò non venisse dimenticata.
A rendere ancora più toccante la cerimonia sono state le parole di papà Giovanni: “Ciao Dodò, adesso la mamma è con te. Mi piace pensare che tu, Francesca, ogni tanto ti giri a guardarmi. Mi piace pensare che ora che sei con Dodò niente ti pesa, che niente fa male”.
Alla cerimonia v'erano numerose autorità civili e militari. Tra i presenti anche il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone, Dario Pini, il vicario del prefetto Ester Libertini, il vice questore Mario Lanzaro, le altre autorità militari, e, per il Comune di Crotone, l’assessore Simona Ferraina.
Presente anche Franco Rizzuti, dirigente scolastico oggi in quiescenza, che all’epoca guidava il plesso Pizzuta, la scuola frequentata da Dodò. Rizzuti ha sottolineato l'importanza di continuare a parlare di Dodò anche con le nuove generazioni, molte delle quali non erano ancora nate quando il bambino venne ucciso.
“È un ulteriore stimolo affinché i ragazzi non perdano la memoria di un tragico evento che è avvenuto ormai tanti anni fa, quando alcuni di loro addirittura neanche c’erano”, ha spiegato. “È importante che continui la memoria di Dodò attraverso iniziative come queste, attraverso l’impegno dell’associazione che continua a ricordarlo”.
Il dirigente ha poi ricordato anche il ruolo fondamentale svolto da Francesca negli anni: “In questo momento ci sentiamo veramente orfani di Francesca, di quello che lei ha rappresentato in questi anni, perché è stata sempre lei in prima linea per realizzare le iniziative che programmavamo”.
“Hanno saputo costruire qualcosa”
Secondo Rizzuti, il percorso intrapreso dai genitori di Dodò ha avuto un significato particolare anche nel modo di affrontare il dolore. “Sono semi importanti, sicuramente innovativi rispetto a quello che è il nostro contesto, perché noi eravamo abituati a piangere e basta”, ha raccontato. “Invece loro hanno saputo dare una risposta ai genitori cercando sempre di costruire qualcosa, di ideare qualcosa”.
“Anche quello che è il loro modo di ricordare Dodò è sempre con gioia, sempre con allegria, quasi fosse ancora presente a darci una mano in questo lavoro”, ha aggiunto Rizzuti.
La quinta edizione del Premio Dodò Gabriele
La dedica dell’aula magna si è inserita nella quinta edizione del Premio al merito “Dodò Gabriele”, promosso dall’Associazione Dodò Gabriele in occasione del diciassettesimo anniversario della scomparsa di Domenico Gabriele.
Quest’anno il riconoscimento è stato dedicato ad alcuni professionisti che hanno scelto di mettere la propria attività al servizio della ricerca della verità e della giustizia, rappresentando familiari di vittime di delitti politici e di mafia, persone povere e appartenenti alle fasce più fragili della società, oltre a impegnarsi nella tutela dei diritti dei più deboli.
I premiati sono stati gli avvocati Nicodemo Gentile, Pino Napoli, Vincenza Rando e Fabio Repici. Un riconoscimento che vuole sottolineare il valore dell’impegno professionale e personale di chi, attraverso il proprio lavoro, continua a stare accanto alle vittime e alle loro famiglie.