(VIDEO) Crotone - L'ultimo concerto per il Maestro Fernando Romano: la sua Orchestra Orfeo Stillo gli rende omaggio

Violini e violoncelli hanno salutato il professore che ha dedicato la vita alla musica e alla crescita culturale di Crotone. Commoventi il ricordo dell'allieva Angela Russo e l'omelia di monsignor Pancrazio Limina

A cura di Redazione
15 luglio 2026 13:00
(VIDEO) Crotone - L'ultimo concerto per il Maestro Fernando Romano: la sua Orchestra Orfeo Stillo gli rende omaggio - Foto: Redazione
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Le note della Orchestra Orfeo Stillo, quella che aveva fondato, amato e fatto crescere con passione per decenni, hanno accompagnato l'ultimo viaggio del professore Fernando Romano. Nella gremita chiesa dell'Immacolata di Crotone, violini, violoncelli e armonie hanno dato il saluto fatto di musica, quella stessa musica che il Maestro Fernando Romano ha insegnato a generazioni di giovani e che ha contribuito a rendere patrimonio culturale dell'intero territorio.

Il maestro si è spento lunedì dopo aver affrontato una malattia. Oggi la città si è stretta attorno alla famiglia per rendergli omaggio. I funerali si sono svolti proprio nella chiesa dell'Immacolata, luogo profondamente legato al percorso artistico e spirituale del maestro. Per tanti anni, infatti, il compianto rettore don Pino Covelli invitava Fernando Romano e la sua Orchestra Orfeo Stillo ad animare, ogni 8 dicembre, la solenne celebrazione in onore dell'Immacolata Concezione, una tradizione che ha segnato la vita della parrocchia e che oggi ha reso ancora più intenso il ritorno del maestro in quella stessa chiesa per il suo ultimo saluto.

A celebrare le esequie è stato monsignor Pancrazio Limina, legato da una profonda amicizia al Maestro, concelebrando insieme a don Bernardino Mongelluzzi, al rettore del Santuario di Paravati don Michele Cordiano e al diacono Giuseppe Sestito.

Ad affidare il ricordo dell'Orchestra Orfeo Stillo è stata la violinista Angela Russo, una delle allieve storiche del professore. Entrata nella sua scuola quando aveva appena sei anni, fu proprio il Maestro Fernando Romano a intuire che il suo strumento sarebbe stato il violino, una scelta che, come racconta oggi, è diventata la sua professione e la sua vita.

«Si riavvolge un nastro densissimo di ricordi perché sono quarant'anni che vivo con lui. Ho iniziato da bambina, avevo poco più di sei anni, e ho conosciuto la sua scuola e il suo modo di essere a trecentosessanta gradi. Insieme a tanti colleghi siamo cresciuti con lui: alcuni hanno spiccato il volo, altri hanno intrapreso strade diverse, ma tutti continuano a ricordarlo con un affetto e una stima incommensurabili. Era una persona speciale, che ha riempito le nostre vite e le ha segnate per sempre».

Un'eredità che va oltre la musica e che, secondo la violinista, appartiene all'intera città. «Speriamo che tutta Crotone ricordi quanto ha fatto in questi quarant'anni. In una città non sempre pronta ad accogliere le innovazioni, lui ha creduto fortemente nella cultura e ha contribuito alla crescita della comunità. Il suo modo di essere era fatto di una delicatezza infinita, di una raffinatezza rara. Aveva sempre una parola buona per tutti e continuava a chiamarci "gioia" e "bimbe", anche oggi che siamo diventate mamme. Lasciarlo è un dolore immenso, ma siamo certi che non ci lascerà mai», ha raccontato ai nostri microfoni.

Tra i saluti rivolti al maestro anche quello dell'attore Francesco Pupa, che ha voluto ricordare con commozione il lungo percorso condiviso con Fernando Romano, ringraziandolo per avergli affidato, negli anni, le parti narranti di numerosi concerti e spettacoli. Pupa ha ricordato il maestro soprattutto per la sua dolcezza, la sua sensibilità e la fiducia che ha sempre saputo trasmettere a chi collaborava con lui.

Le parole di Angela Russo hanno trovato un naturale proseguimento nell'omelia di monsignor Pancrazio Limina, che ha ricordato Fernando Romano non soltanto come musicista, ma soprattutto come uomo di fede e di straordinaria gentilezza.

Il sacerdote ha richiamato la speranza cristiana della vita eterna, ricordando come il canto dell'Alleluia sulla terra sia il preludio dell'Alleluia eterno del cielo, per poi soffermarsi sul dono che il maestro ha lasciato alla comunità.

«Il professore Romano ha segnato la storia della nostra città. Ha aperto un orizzonte al quale tanti hanno guardato, ha costruito una dimensione culturale che mancava alla nostra realtà e che ancora oggi è viva. Ha fatto scuola, ma lo ha fatto con la sua mitezza, una mitezza che lo ha accompagnato in ogni stagione della sua vita, anche nei momenti più dolorosi, come la perdita della sua amata moglie Isabella Perrone».

Un dolore affrontato sempre con fede e serenità, ha ricordato monsignor Limina, ricordando la sua mitezza, diventata un tratto distintivo.

«Molti lo hanno apprezzato perché quell'armonia che insegnava attraverso la musica era presente prima di tutto nella sua vita. Era un uomo di fede autentica. Durante il ricovero in ospedale mi fece chiamare perché desiderava ricevere ogni giorno la Comunione. Voleva continuare a vivere e a credere ciò che aveva testimoniato per tutta la sua esistenza».

Infine il pensiero si è rivolto proprio alla musica, linguaggio universale che Fernando Romano ha trasformato in una missione educativa e spirituale.

«La musica dona voce al cuore dell'uomo, alla fatica del vivere e alla speranza. Oggi è bello pensare che la sua vicenda terrena, preludio della gioia eterna, lo abbia immesso per sempre nel coro degli angeli. Ringraziamo il Signore per i doni che ha ricevuto e che, con generosità, ha saputo condividere con tutti noi».

Al termine della celebrazione, ancora una volta sono stati gli strumenti dell'Orchestra Orfeo Stillo a parlare. Nessun discorso avrebbe potuto raccontare meglio chi fosse Fernando Romano. È stato il suo ultimo concerto, il più silenzioso e il più intenso e, proprio all'inizio della cerimonia, anche un coro di gabbiani in cielo, sopra piazza Immacolata, ha cantato.

Danilo Ruberto

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