(VIDEO) Crotone, inaugurata “Una stanza tutta per sé” per le donne vittime di violenza
Nei locali della Polizia di Stato vicino alla Capitaneria uno spazio protetto per le denunce. Ferro: «Più strumenti e rete di sostegno»
Una stanza tutta per sé per rompere il silenzio: a Crotone nasce uno spazio protetto per le donne vittime di violenza che decidono di denunciare. Il nuovo ambiente, inaugurato questa mattina in via Miscello da Ripe, nei locali un tempo utilizzati dalla Polizia di Stato accanto alla Capitaneria di porto, è stato pensato per accogliere in modo riservato e umano chi trova il coraggio di rivolgersi alle istituzioni.
Uno spazio nuovo, colorato e accogliente, realizzato per garantire ascolto, protezione e accompagnamento alle donne nel momento più difficile, quello della denuncia. L’ambiente è pensato anche per accogliere e proteggere i figli e i bambini che spesso accompagnano le madri nel percorso di denuncia, offrendo loro un contesto meno traumatico e più sicuro.
All’inaugurazione hanno preso parte il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, il vice capo della Polizia di Stato – prefetto Raffaele Grassi, il questore della provincia di Crotone Renato Panvino, il prefetto Franca Ferraro, il procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina Alberto Torriani, la presidente del Soroptimist Club di Crotone Maria Lucia Cosentino e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, insieme a rappresentanti delle istituzioni e della società civile. La realizzazione della stanza è stata possibile anche grazie all’impegno del Soroptimist Club, che ha contribuito concretamente all’allestimento degli spazi.
Presenti anche il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, il vice presidente della Provincia Fabio Manica, il consigliere regionale Sergio Torromino, e Francesco Cannizzarro, coordinatore regionale di Forza Italia.
Il progetto affonda le radici in un percorso iniziato nei mesi scorsi con un protocollo che ha portato la città a rompere quello che più volte è stato definito un “muro di omertà”. Il 4 giugno, sul lungomare di Crotone, un grande momento pubblico ha invitato la cittadinanza a scendere in strada contro la violenza di genere e a parlarne apertamente. Un altro appello era arrivato poi dal Teatro Scaramuzza, durante la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: “urlare”, non avere paura, denunciare. Oggi quel percorso si concretizza con l’apertura della stanza dedicata alle vittime.
La mattinata si è aperta con un momento di confronto alla Lega Navale di Crotone, dove si è svolto un convegno dedicato al tema della donna che chiede aiuto e protezione. Un’occasione per sottolineare come, anche in Calabria, qualcosa stia cambiando: le denunce aumentano e cresce la rete di sostegno per chi decide di non restare più in silenzio.
«Oggi la presenza di tante autorità ma soprattutto della società civile dà un'immagine nuova della città di Crotone. Ringrazio l'amministrazione, la collettività e voi giornalisti che ogni giorno fate sforzi enormi per raccontare momenti importanti nella lotta a ogni violenza e a ogni crimine. Il vostro coraggio va sottolineato e oggi la Polizia di Stato segna una nuova pagina: una Calabria che rialza la testa e che non deve essere descritta soltanto come un modello di criminalità, ma come una terra che dà una nuova immagine di sé», ha dichiarato Renato Panvino, questore di Crotone.
«Una giornata molto bella perché caratterizzata dalla presenza di tutta la comunità di Crotone, di tutte le istituzioni e dell’associazionismo. È un modo per fare rete e per cercare di dare assistenza e determinazione nelle denunce alle donne vittime di violenza che vivono situazioni di solitudine e di grandi sofferenze», ha spiegato Raffaele Grassi, vice capo della Polizia di Stato.
«Una giornata importante per le donne e per tutti i cittadini di Crotone che devono essere orgogliosi del lavoro che le istituzioni stanno facendo. Da quando è questore Panvino c’è un evidente cambio di passo sia nel controllo del territorio sia nella capacità di dimostrare sensibilità verso i problemi del territorio, a partire dalle fragilità», ha affermato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.
Il sottosegretario Wanda Ferro ha ricordato come il momento della denuncia sia spesso il più difficile per una donna vittima di violenza: «Non è semplice perché quando si denuncia c’è il rischio e la paura di rimanere isolati, la vergogna e il timore di non poter affrontare tutto ciò che segue. Per questo abbiamo messo in campo misure repressive come l’ammonimento del questore, l’arresto in flagranza differita e i braccialetti elettronici, oggi oltre 13 mila attivi, ma anche strumenti di accompagnamento come le case rifugio, le strutture dedicate, il reddito di libertà e il microcredito agevolato, che permettono alle donne di trovare il coraggio anche dal punto di vista economico per uscire da situazioni di oppressione e violenza».
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dal Soroptimist Club di Crotone, che ha contribuito all’allestimento della stanza. «Noi insieme alle socie abbiamo curato l’arredamento della stanza, ma saranno gli uomini e le donne della Polizia di Stato, formati per accogliere le denunce, a seguire queste donne. Accanto a loro ci saranno anche le associazioni che sono fondamentali nel percorso dopo la denuncia: una rete che va a proteggere la donna», ha spiegato la presidente Maria Lucia Cosentino.
La “Stanza tutta per sé”, ispirata al celebre romanzo di Virginia Woolf, nasce proprio con questo obiettivo: offrire alle donne un luogo sicuro in cui sentirsi ascoltate e sostenute mentre compiono il passo più difficile, quello di rompere il silenzio e chiedere aiuto. Uno spazio pensato per proteggere non solo le donne, ma anche i loro figli, spesso vittime invisibili della violenza domestica.