(VIDEO) Crotone, il cibo nella Bibbia diventa simbolo di fede e rapporto con il sacro
Alla Pesca Subacquea l’incontro promosso dall’Accademia Italiana della Cucina e dalla Basilica Cattedrale di San Dionigi. Al centro il valore simbolico e religioso degli alimenti nella tradizione biblica
Si è svolto ieri, a Crotone, il convegno “Il cibo e il vino nella Bibbia”, promosso dalla Delegazione di Crotone dell’Accademia Italiana della Cucina in collaborazione con la Basilica Cattedrale – Parrocchia di San Dionigi.
L’incontro, ospitato nei locali della Pesca Subacquea, in via per Capocolonna, ha affrontato il rapporto tra alimentazione, religione, cultura e tradizione biblica, partendo da due elementi centrali nella storia dell’uomo: il cibo e il vino.
Ad aprire la riflessione è stato Sergio D’Ippolito, Delegato di Crotone dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha evidenziato come il cibo rappresenti una delle testimonianze più antiche attraverso cui leggere la storia dell’umanità e delle religioni.
Il cibo, ha spiegato D’Ippolito, non è soltanto nutrimento, ma può assumere un significato simbolico e diventare un elemento capace di avvicinare l’uomo al sacro e al divino. Nel mondo biblico emergono regole, limiti e divieti legati all’alimentazione, insieme all’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la natura.
Sul ruolo del pane e del vino si è soffermata Elvia Gregorace, docente di Lettere Classiche, giornalista, scrittrice e sommelier vini e cioccolato.
«Sono due alimenti dell’antichità», ha spiegato Gregorace, ricordando come il pane rappresenti un alimento fondamentale e come il vino, nato anch’esso come alimento, abbia successivamente assunto anche una dimensione legata al piacere e alla convivialità.
La riflessione ha riguardato anche il rapporto tra uomo e natura. Secondo Gregorace, la Bibbia richiama un equilibrio fondato sul dare e ricevere: «A noi sembra che gli uomini stiano più prendendo che non ricevendo dalla natura».
Claudia Milani, docente all’Università Cattolica di Milano di Storia del pensiero ebraico e scrittrice, ha invece approfondito il ruolo del cibo nel rapporto tra dimensione divina e umana nella Bibbia.
Tra gli esempi citati quello della manna, il cibo del dono attraverso il quale Dio sostiene il popolo di Israele nel deserto. Un dono accompagnato, però, da precetti e limitazioni.
Nell’esperienza ebraica, ha spiegato Milani, il rapporto con il cibo e con il vino è legato anche alla scansione del tempo. Ogni festa ebraica presenta infatti i propri cibi rituali e tradizionali, attraverso i quali l’esperienza spirituale passa anche da elementi concreti della vita quotidiana.
Alla discussione ha partecipato anche Monsignor Serafino Parisi, Vescovo di Lamezia e biblista, intervenuto sul significato del cibo nella Bibbia e sul rapporto tra la dimensione materiale e quella spirituale.
Il confronto ha quindi affrontato il valore del cibo non soltanto come necessità quotidiana, ma anche come elemento di identità, memoria, tradizione e rapporto con il sacro.
A moderare l’incontro è stato Sergio D’Ippolito, Delegato di Crotone dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha guidato il dialogo sui significati assunti dal cibo e dal vino nella tradizione biblica e sulla possibilità che questi elementi possano ancora oggi favorire il dialogo tra culture e religioni.