(VIDEO) Crotone, “E io ci sto” diventa Festival: sette giorni tra cinema, ambiente e territorio
La settima edizione segna il salto di qualità della rassegna: dal 22 al 28 agosto documentari, incontri, podcast, fotografia e nuove narrazioni
Da Rassegna a Cinema, segno della maturità raggiunta da “E io ci sto”, giunto alla sua settima edizione. Un percorso cresciuto negli anni e che quest’estate compie un ulteriore salto di qualità, trasformandosi in un vero e proprio festival: sette giorni di appuntamenti, dal 22 al 28 agosto, con il cinema documentario al centro ma con lo sguardo allargato alla fotografia, ai podcast, all’ambiente, alla divulgazione e al racconto del territorio.
La nuova edizione è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa all’Urban Center di via Cristoforo Colombo, dove sono stati illustrati programmi, protagonisti, concorsi e attività della manifestazione. Un progetto che mantiene il legame con le proprie origini, nate al Museo e Giardini di Pitagora, ma che oggi si apre a nuovi spazi e a linguaggi differenti, trasformando Crotone per una settimana in un luogo di incontro tra cinema, cultura e contemporaneità. Presenti alla conferenza stampa di E io ci sto Fabrizio Oliverio, ideatore del Festival, il presidente della giuria Antonio Martino nonchè regista, il vice sindaco di Crotone Sandro Cretella e Ezio Pugliese, responsabile della comunicazione dell'Istituto Sant'Anna di Crotone, da anni vicino all'appuntamento ormai giunto alla settima edizione.
«Da rassegna sicuramente passiamo a festival - ci ha spiegato questa mattina Fabrizio Oliverio, anima di “E io ci sto” - e soprattutto ci saranno sette giorni anziché quattro». Un cambiamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, significa anche «un’opportunità diversa con i produttori ma anche con un pubblico diverso».
Il programma si articolerà principalmente tra Parco Pignera, dove dal 22 al 24 agosto saranno proiettati i documentari candidati al Premio Radici, e Orto Tellini, che dal 25 al 28 agosto ospiterà le serate principali del festival, con proiezioni, premiazioni, podcast live e incontri. L’Orto Tellini, ripulito e restituito alla città proprio in occasione della manifestazione, diventa così uno degli spazi, anche quest'anno, di questa nuova edizione.
Accanto al cinema, però, “E io ci sto” amplia decisamente il proprio orizzonte. «Le opere sono sicuramente un punto chiave del Festival perché sono il cuore centrale dell’evento - ha aggiunto Oliverio - e danno la possibilità di spaziare su delle tematiche che sono a noi care». Ambiente, territorio e nuove forme di narrazione sono i fili conduttori di un programma che guarda anche alle generazioni più giovani e al modo in cui il documentario sta cambiando.
Da qui nasce anche l'attenzione per le narrazioni digitali, capaci di avvicinare il racconto del reale a linguaggi più contemporanei. Una direzione che trova una delle sue espressioni nel Premio Narrazione Digitale, assegnato a “Progetto Happiness” di Giuseppe Bertuccio D’Angelo, progetto di reportage e storytelling nato per raccontare le diverse sfumature della felicità attraversando Paesi, culture e comunità.
«Ci avviciniamo a una narrazione differente e più giovanile del mondo del documentario», ha spiegato Fabrizio Oliverio, evidenziando come il festival voglia parlare non soltanto agli appassionati di cinema, ma a un pubblico più ampio.
Il concorso della settima edizione si articola infatti in quattro riconoscimenti: Premio Radici, Premio Narrazione Digitale, Premio Miglior Documentario e Premio Ambiente e Territorio. Quattro prospettive differenti sul racconto del reale, accomunate dalla volontà di mettere al centro storie, persone, luoghi e trasformazioni.
Il Premio Radici sarà assegnato al documentario capace di raccontare meglio la Calabria attraverso storie, persone, luoghi e identità. In gara al Parco Pignera ci saranno Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi, The Lost Legacy of Tony Gaudio di Alessandro Nucci e Canone Effimero di Gianluca e Massimiliano De Serio.
Il Premio Miglior Documentario andrà invece a Rino Gaetano – Sempre più blu di Giorgio Verdelli, un viaggio nella vita, nella musica e nell'universo creativo del cantautore calabrese. La serata del 26 agosto vedrà la presenza dello stesso regista.
Per il Premio Ambiente e Territorio, spazio a Shark Preyed di Andrea e Marco Spinelli, documentario ambientale e investigativo dedicato alla tutela degli squali e, più in generale, agli equilibri degli ecosistemi marini.
«Il miglior documentario è un documentario più tradizionale, anche da archivio – ha concluso Oliverio – e che ha una sua natura, rappresentata in questo caso dal documentario di Giorgio Verdelli su Rino Gaetano». E poi c'è il concorso Radici, che per gli organizzatori rappresenta qualcosa di ancora più vicino: «È uno specchio di quello che è la narrazione, le nuove narrazioni legate al mondo della nostra regione, alla Calabria. Una spinta in più per raccontare il nostro territorio».
A dare ulteriore spessore alla competizione sarà una giuria composta da professionisti del settore. A presiederla sarà il regista e documentarista calabrese Antonio Martino, affiancato da Matteo Delbò, Francesco Mollo, Ottavia Virzì e Francesca Caiazzo.
Antonio Martino ha parlato di un'edizione «matura», frutto dell'esperienza accumulata negli anni. «Siamo andati a scomodare per la giuria della nostra sezione Radici gente sia calabrese sia personaggi nazionali - ci ha detto - e abbiamo cercato di convocare professionisti del settore in modo da dare risalto e spessore alla nostra sessione».
Una maturità che, per il presidente della giuria, si riflette anche nella qualità della proposta. «Il festival si preannuncia maturo ormai: gli anni di esperienza creano un certo spessore di qualità». E mentre il festival arriva nella coda dell'estate, Martino scherza anche sulle temperature: «Si spera in una rinfrescata, si spera in un vento dal nord che possa rendere le nostre serate più piacevoli».
Ma “E io ci sto” non sarà soltanto proiezioni. Tra gli appuntamenti più originali c'è “Novanta90”, il podcast live ideato da Fabrizio Oliverio e Fabio Canino e condotto da Canino, che intreccia memoria collettiva, cultura pop e racconto del presente. Il 25 agosto sarà protagonista Giuseppe Bertuccio D’Angelo, il 26 Francesco Colella, il 27 Andrea Iacomini.
Fabio Canino sarà anche protagonista della serata conclusiva del 28 agosto con “To Fake or Not to Fake?”, un live talk dedicato a fake news, viralità e percezione del reale. Un confronto tra informazione, spettacolo, scienza, scrittura, immagini e musica, con la partecipazione di Papik Genovesi, Daniele Gattano, Elisa Del Mese e Mike Harakis.
Il festival uscirà inoltre dai tradizionali confini della sala cinematografica con “Missione Jonio”, in programma il 25 e 26 agosto nell’Area Marina Protetta, trasformando la riflessione ambientale in un'esperienza diretta sul territorio. Il 27 agosto, invece, all’Urban Center, sarà la volta di “E io ci sto – Racconta la natura”, appuntamento dedicato all’approfondimento e alla restituzione dei temi ambientali attraverso osservazione, divulgazione e racconto.
E ancora, dal 25 al 28 agosto, l’Orto Tellini ospiterà la mostra fotografica “Traccia”, realizzata dall’Associazione Culturale Krotografia ETS e dal Gruppo Fotoamatori Crotone. Le immagini racconteranno le tracce lasciate dall’uomo e dalla natura, i cambiamenti climatici e i percorsi verso una maggiore sostenibilità ambientale.
Una particolare attenzione sarà riservata anche ai più piccoli con l’Area Bambini Baco, laboratori serali a numero chiuso rivolti ai bambini tra i 5 e i 10 anni, affiancati da uno spazio dedicato alle proiezioni, per avvicinare anche le nuove generazioni ai linguaggi e ai temi del festival.
A parlare del valore culturale della manifestazione anche i partner storici, tra cui l’Istituto Sant’Anna. «Siamo molto sensibili a questo tipo di iniziative – ha dichiarato Pugliese, in rappresentanza dell’istituto – e cerchiamo di dare il nostro, seppur piccolo, supporto alle iniziative che promuovono arte e cultura, in questo caso cinema, sul territorio crotonese». L'obiettivo, ha aggiunto, è anche quello di «sensibilizzare i giovani e i giovani del nostro territorio a un mondo bellissimo che è il mondo dell'arte, della cultura e del cinema».
Il calendario prenderà ufficialmente il via con l’Opening Party del 20 agosto al Baicabana, mentre dal 22 al 24 agosto, alle 19.30, il Parco Pignera ospiterà il concorso Premio Radici. Dal 25 al 28 agosto, alle 20, il cuore del festival si sposterà all’Orto Tellini. Parallelamente si svilupperanno le attività ambientali, gli incontri, la mostra fotografica, i laboratori e gli appuntamenti dedicati alle nuove forme di racconto.
A sette edizioni dall'esordio, dunque, “E io ci sto” cambia pelle senza perdere la propria identità. Da una rassegna nata attorno al cinema documentario diventa appunto un festival.