(VIDEO) Crotone, cinghiale a spasso sotto la pioggia: avvistato in più zone
Dall’area centrale fino alla periferia, nessun danno a persone o cose
Un cinghiale di grossa stazza è stato avvistato nella serata di ieri a Crotone, mentre vagava sotto la pioggia attraversando diverse zone della città. L’animale è stato notato inizialmente nel centro cittadino, nei pressi della farmacia Bianchi, per poi spostarsi verso i palazzi Ruggero.
Successivamente, il cinghiale è stato segnalato anche nei pressi della rotonda della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, in un’area vicina alla caserma dei Vigili del Fuoco.
Nonostante la presenza abbia destato curiosità e qualche timore tra i residenti, non si registrano danni a cose o persone, né comportamenti aggressivi da parte dell’animale. Il cinghiale femmina, smarrendosi, ha cominciato così a gironzolare per Crotone.
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Cinghiali a Crotone, Barbatano: “Emergenza reale, servono più interventi”
Il presidente dell’Associazione Rurale Calabrese: centrale il ruolo dei cacciatori
L’emergenza cinghiali a Crotone continua a far discutere, con avvistamenti sempre più frequenti anche nelle aree urbane, soprattutto nelle ore serali. Un fenomeno che, secondo Vincenzo Barbatano, presidente nazionale dell’Associazione Rurale Calabrese e consigliere nazionale Libera Caccia, “non è più episodico ma una vera e propria emergenza”.
“La presenza diffusa dei cinghiali rappresenta una seria minaccia per la sicurezza dei cittadini”, sottolinea Barbatano, evidenziando come il problema riguardi “non solo le città ma anche le aree rurali, con ripercussioni sull’agricoltura e sulla sicurezza stradale”.
Nel dibattito si inserisce con forza il ruolo del mondo venatorio: “Quando le squadre di caccia agiscono in maniera coordinata sul territorio è possibile ottenere risultati concreti, abbattendo un numero significativo di capi e contribuendo al contenimento della specie”.
Barbatano richiama poi l’importanza del supporto agli agricoltori: “Il nostro impegno è restare vicini al mondo agricolo, offrendo risposte concrete e collaborando alla risoluzione dei problemi del territorio”.
Un passaggio è dedicato anche ai nuovi Ambiti Territoriali di Caccia: “È necessario lavorare con maggiore impegno sui calendari venatori, dando più spazio alla caccia al cinghiale e alle attività di controllo delle specie nocive”. E aggiunge: “Servono monitoraggi seri per rivalutare le aree oggi chiuse e riaprire territori che sono diventati veri serbatoi di fauna selvatica”.
Sulla gestione complessiva, il presidente è netto: “Gli ATC devono assumere un ruolo centrale, garantendo condizioni dignitose per chi svolge attività venatoria e strutture adeguate sul territorio”.
Infine, l’appello alla politica: “È fondamentale ascoltare le associazioni. Non imponiamo soluzioni, ma portiamo esperienza diretta”. E conclude: “Non resteremo a guardare. Regolarizzare il numero dei capi in esubero è necessario per sicurezza, equilibrio ambientale e tutela delle attività umane”.
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Cinghiali in città, il circolo Ibis: “Fenomeno stabile, serve approccio scientifico”
Parretta: presenza legata a dinamiche ecologiche e gestione del territorio
Il circolo per l’ambiente Ibis ODV, guidato dal presidente Parretta, interviene dopo i recenti avvistamenti di cinghiali a Crotone, inquadrando il fenomeno in chiave scientifica e gestionale. “La crescente presenza nei contesti urbani rappresenta un caso di squilibrio socio-ecologico”, spiega il circolo, sottolineando come gli avvistamenti “confermano la stabilizzazione del fenomeno anche in ambito urbano”.
“I cinghiali sono una specie ad elevata adattabilità, con alta capacità riproduttiva e comportamento opportunista”, si legge nella nota, che individua tra le cause principali “le immissioni a scopo venatorio tra gli anni ’80 e ’90, in alcuni casi con esemplari più prolifici”, oltre a “cambiamenti nell’uso del suolo e riduzione dei predatori naturali”.
Secondo Ibis ODV, anche il comportamento umano incide: “La disponibilità di cibo in ambito urbano favorisce la presenza stabile della specie”. Sul piano normativo, viene ricordato che “la gestione della fauna è competenza delle Regioni, mentre gli interventi operativi spettano agli enti delegati e ai Carabinieri Forestali nelle emergenze”.
Il circolo evidenzia poi che “il solo prelievo venatorio non è sufficiente” e propone “approcci integrati basati su monitoraggio, controllo selettivo e riduzione delle risorse trofiche”.
Infine, l’appello alla prudenza: “È fondamentale mantenere le distanze, non correre né avvicinarsi e non fornire cibo”, con particolare attenzione “alla presenza di cuccioli e ai cani, che vanno tenuti al guinzaglio”.
“La situazione a Crotone non è un’anomalia, ma l’esito di dinamiche note: serve un approccio sistemico e responsabilità istituzionale per garantire sicurezza e tutela degli ecosistemi”, conclude il circolo.