(VIDEO) Cirò capitale del vino, Gallo: «Qui il meglio della Calabria»

Degustatori da 30 Paesi, cantine e territorio protagonisti: il Concours Mondial de Bruxelles celebra l’eccellenza vitivinicola calabrese e rilancia l’immagine internazionale della regione

A cura di Redazione
30 marzo 2026 17:45
(VIDEO) Cirò capitale del vino, Gallo: «Qui il meglio della Calabria» - Foto: Redazione
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Non solo degustazioni ma un vero viaggio tra cantine, territori e identità: Cirò e Cirò Marina si sono trasformate nel cuore pulsante del vino internazionale ospitando la sessione rosati del Concours Mondial de Bruxelles, uno dei concorsi enologici più prestigiosi al mondo.

I numeri raccontano la portata globale dell’evento: 55 degustatori internazionali, oltre 1100 etichette e vini provenienti da 30 Paesi, con buyer, giornalisti ed esperti chiamati a valutare alla cieca le produzioni in gara . Ma la manifestazione, organizzata con il supporto di Arsac e dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, va ben oltre i banchi d’assaggio: è un’esperienza immersiva nella biodiversità vitivinicola calabrese, tra visite guidate, percorsi enoturistici e scoperta delle eccellenze locali.

Tra le tappe più significative, la visita alla cantina Caparra & Siciliani, simbolo di una tradizione produttiva che unisce innovazione e radici, dove i giudici hanno potuto osservare da vicino i processi di produzione tra le grandi botti e il sistema di lavorazione del vino.

«È in questi giorni capitale del vino mondiale, è la capitale calabrese del vino. In questi anni i nostri produttori hanno avuto la capacità di migliorare la qualità dei loro vini con una grande ambizione. Hanno gestito bene il trapasso generazionale raccontando un nuovo modo di fare vino in Calabria» ha dichiarato Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura.

«Hanno ottenuto lo scorso anno il riconoscimento della DOCG sul Rosso Classico. Credo che questo concorso sia il premio migliore per questo sforzo. Organizzare queste manifestazioni senza sbavature, con una Calabria capace di stupire, è il miglior biglietto da visita».

«Il nostro movimento vitivinicolo è piccolo, forse sfioreremo le 20 milioni di bottiglie, ma se promuovessimo solo il vino saremmo megalomani: qui promuoviamo un intero territorio».

A sottolineare il valore strategico dell’evento anche Fulvia Caligiuri, direttore generale di Arsac: «Noi calabresi ci speravamo e dopo quattro anni il concorso torna a Cirò. Tifiamo per le 40 etichette calabresi in gara, ma soprattutto per il territorio».

«Questi giudici, provenienti da tanti Paesi, non solo degustano ma scoprono la Calabria: visiteranno altre province, assaggeranno altri vini e la nostra gastronomia. È una grande occasione di promozione e un segnale di fiducia da parte dell’Europa».

Per tre giorni, dunque, la Calabria è diventata una vetrina internazionale non solo per il vino, ma per un intero sistema territoriale fatto di paesaggio, cultura e identità. Un ritorno alle origini – quelle della Magna Grecia – che oggi si traduce in una nuova centralità nel panorama enologico globale, con Cirò sempre più protagonista di una rinascita che parla al mondo.

Concours Mondial de Bruxelles - Caparra e Siciliani -  Foto Redazione  22.03.2026
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