Venerdì Santo: il suono della Troccola scandisce i momenti della Crocifissione

Il suono antico della troccola rompe il silenzio del Venerdì Santo e accompagna i riti della Passione, sostituendo le campane e rievocando il dramma della Croce tra fede e tradizione

A cura di Redazione
03 aprile 2026 13:00
Venerdì Santo: il suono della Troccola scandisce i momenti della Crocifissione - Foto: Redazione
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Il Venerdì Santo apre il cuore più intenso del Triduo pasquale, il giorno in cui i cristiani commemorano la Passione e la crocifissione di Gesù Cristo. È una liturgia segnata dal silenzio, dalla meditazione e da gesti antichi che attraversano i secoli. Tra questi, soprattutto nel Sud Italia, emerge un suono inconfondibile: quello della troccola.

La cosiddetta Troccola è uno strumento musicale popolare formato da una tavola di legno, spesso intagliata e decorata a mano, su cui sono installate delle maniglie in metallo. Agitandola, queste producono un suono secco e stridente, un crepitio che rompe il silenzio della celebrazione.

Durante i riti “In Passione Domini”, la troccola accompagna i momenti più solenni, annunciando i misteri della Passione. Nella tradizione dell’Italia meridionale – dalla Sicilia alla Calabria – questo suono richiama simbolicamente i colpi di ferro sui chiodi infissi nella croce, evocando il dramma della crocifissione, quando “si fece buio su tutta la terra… e la terra si scosse” (Matteo 27, 45 e 51).

L’origine del nome affonda le radici nel greco trokòs, “ruota”, e nello strumento latino crotalum, simile per suono al crepitaculum. Un richiamo antico che si è trasformato in segno liturgico: la troccola, infatti, sostituisce le campane, che nel Venerdì Santo tacciono in segno di lutto per la morte di Cristo.

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