Un punto che vale doppio: il Crotone reagisce anche in dieci, Longo: "Squadra viva"
Gara intensa al Pinto: due svantaggi, un uomo in meno e un pareggio che tiene il Crotone agganciato alla zona alta
Il Crotone torna da Caserta con un 2-2 che profuma di maturità. Contro una Casertana solida, quarta in classifica e abituata a ribaltare le partite, i rossoblù reagiscono due volte allo svantaggio e, soprattutto, tengono botta in inferiorità numerica per oltre mezz’ora dopo l’espulsione di Gallo. A firmare il pari definitivo è Gomez all’80’, dentro una sfida intensa, tecnica, a tratti spettacolare.
Per Emilio Longo è un punto che pesa. Non solo per la classifica, ma per il messaggio che lascia.
“Abbiamo ottenuto uno dei punti più preziosi di questo cammino, rimanendo inalterata la distanza tra noi e la Casertana”.
Il tecnico analizza con lucidità una gara giocata a viso aperto.
“Il pareggio, per quello che si è prodotto, è giusto. Abbiamo tirato quattro volte ciascuno in porta, tre volte fuori. Gli angoli li abbiamo battuti più noi e questo testimonia che nel palleggio siamo riusciti un po’ più a dominare l’incontro. Per gran parte del primo tempo abbiamo fatto veramente un buon calcio”.
C’è anche il rammarico per le occasioni non sfruttate.
“Le due situazioni di Antonio e di Energe, se concretizzate, sarebbero state importanti anche esteticamente”.
Poi l’episodio che cambia tutto: il rosso a Gallo. Ma il Crotone non si scompone. “Io pensavo a come poter recuperare la partita rispetto a quello che c’era in campo. Dopo tre minuti avevo già sistemato il 4-4-1 per restare compatti, ma ero pronto con le sostituzioni. Non volevo restare con un solo attaccante, dovevamo osare. Più passava il tempo più mi convincevo che la squadra era viva”.
La svolta arriva con il cambio di sistema. “Quando ho visto che il 4-3-2 non mi dava sbocco centralmente, ho cercato ampiezza e ho messo Gomez e Musso a riempire l’area. Il 3-4-2 ha dato i frutti sperati. Il gol nasce proprio da un cross e dal riempimento dell’area”.
Il tecnico rossoblù allarga poi lo sguardo alla stagione, segnata anche dalle difficoltà societarie.
“Abbiamo fatto un percorso molto importante rispetto all’obiettivo iniziale di fare meglio dell’anno precedente. L’amministrazione giudiziaria ha portato a rimodellare il budget, ma il direttore Brenna ha fatto un lavoro eccellente, abbassando di almeno il 30% il monte ingaggi e mettendomi comunque a disposizione una squadra competitiva”.
E rivendica l’identità costruita nel tempo. "Mi ritengo allenatore di una squadra che può competere verso l’alto, ma con umiltà. C’è quel dolore di chi si deve salvare che non deve svanire. Da quando abbiamo aggiunto concretezza e cattiveria agonistica, la squadra è felice nel sacrificio”.
Sulla partita in sé, Longo promuove lo spettacolo. È stata una gara piacevole, bella, ariosa. Loro ci hanno fatto male sulle ripartenze, sul secondo gol siamo stati leggeri nei duelli. Però si è vista una bella partita. La Serie C deve dare più spazio alle idee e allo spettacolo, perché bisogna attirare la gente allo stadio anche con l’identità di gioco”.
Infine, nessun caso per quanto accaduto a bordo campo. “Il quarto uomo mi ha detto di stare tranquillo, che non era successo niente. Credo si sia creato un caso che non ha motivo di esistere”.
Il 2-2 del “Pinto” non cambia la classifica in modo sostanziale, ma rafforza le certezze del Crotone. Rimontare due volte, con un uomo in meno, contro una diretta concorrente è un segnale chiaro: i rossoblù ci sono e vogliono restare nella corsa alta fino alla fine.