Umbriatico, è allarme per la podolica: «Gli animali stanno morendo di sete»
Dopo l’intervento delle autobotti, il sindaco Greco denuncia ritardi, vincoli sanitari e crisi dei foraggi: «Ora servono risposte concrete»!
Le autobotti sono diventate il presidio più immediato contro la sete che sta mettendo in difficoltà gli allevamenti di Umbriatico. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco Pietro Greco, i mezzi della Protezione Civile hanno iniziato a raggiungere le aziende zootecniche del territorio, assicurando alle mandrie una risorsa che, con il caldo torrido di questi giorni, è diventata indispensabile.
L’acqua viene così trasportata direttamente dove serve, negli allevamenti dove migliaia di animali stanno affrontando condizioni ambientali particolarmente difficili. Una risposta arrivata rapidamente per fronteggiare la fase più critica, ma che non può rappresentare, secondo il primo cittadino, la soluzione a un problema che ha ormai assunto dimensioni strutturali.
A Umbriatico, centro premontano al confine con il Cosentino, si concentra uno dei patrimoni più importanti della zootecnia calabrese: circa 6 mila bovini di razza podolica, una delle concentrazioni più alte d’Europa. Il rischio, oggi, è che la combinazione tra temperature elevate, scarsità d’acqua e difficoltà di approvvigionamento alimentare finisca per mettere ulteriormente sotto pressione un comparto già provato.
Il nodo più delicato riguarda però la possibilità di spostare gli animali verso i pascoli dell’altopiano silano. La tradizionale transumanza estiva è infatti bloccata da anni dai vincoli sanitari collegati alle procedure per il contrasto della tubercolosi e della brucellosi bovina.
Una situazione che gli allevatori contestano da tempo. Sono circa 200 quelli del territorio che mettono in discussione le modalità di accertamento sanitario e chiedono che venga individuato un percorso capace di conciliare le esigenze della tutela sanitaria con quelle delle aziende. Il mancato trasferimento verso la Sila significa, soprattutto durante le settimane più calde, privare le mandrie di condizioni climatiche più favorevoli, pascoli e risorse idriche maggiori.
La questione non riguarda dunque soltanto l’emergenza di queste ore. Dietro le autobotti c’è un problema più ampio che coinvolge la gestione del territorio, la disponibilità dei foraggi, la sostenibilità economica degli allevamenti e anche l’accesso ai contributi europei destinati al comparto.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la crisi dei foraggi e il danno provocato dai cinghiali alle colture nell’area compresa tra Crotone e Savelli. Per il sindaco di Umbriatico, l’insieme di queste criticità dimostra la necessità di una strategia complessiva per il settore agricolo e zootecnico, che oggi, a suo giudizio, non dispone di una governance adeguata.
Greco, dopo aver denunciato pubblicamente la sofferenza degli animali, ha quindi espresso il proprio ringraziamento alla Regione Calabria, al presidente Roberto Occhiuto, ai dirigenti regionali, al consigliere regionale Sergio Ferrari, al presidente della Provincia di Crotone Antonio Ammirati e al sindaco di Crotone Vincenzo Voce per l’attivazione dell’intervento emergenziale.
Ma il sindaco non considera chiusa la partita. L’arrivo dell’acqua negli allevamenti consente di affrontare l’emergenza immediata, ma non elimina le condizioni che l’hanno provocata. Per questo Greco insiste sulla necessità di intervenire anche sul fronte istituzionale, chiedendo l’immediata convocazione delle elezioni per la presidenza dell’Associazione Regionale Allevatori e la nomina di un Commissario regionale straordinario per la gestione della tubercolosi.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a una soluzione che permetta di ripristinare la transumanza verso la Sila nel rispetto delle necessarie condizioni di biosicurezza. Una strada che, secondo il primo cittadino, consentirebbe di affrontare il caldo e la carenza di risorse senza mettere in discussione la tutela sanitaria degli animali.
La protesta, intanto, resta sul tavolo. In assenza di risposte rapide, Greco ha annunciato di essere pronto a portare la vertenza fuori dalla Calabria e fino a Roma, anche attraverso forme di mobilitazione eclatanti, compresa la possibilità di incatenarsi davanti ai palazzi delle istituzioni.
Perché le autobotti possono portare acqua oggi. Ma per il sindaco di Umbriatico la vera emergenza è impedire che, una volta superata la fase più drammatica dell’estate, il problema degli allevamenti torni semplicemente a essere dimenticato.