Ultras fuori dal settore ad oltranza: “Scelta che fa male, ma necessaria. La nostra passione non si baratta”

Decisione sofferta della Curva Sud: “La passione non si baratta, siamo pronti a tornare solo con rispetto”

A cura di Redazione
20 gennaio 2026 13:00
Ultras fuori dal settore ad oltranza: “Scelta che fa male, ma necessaria. La nostra passione non si baratta” -
Condividi

Una decisione definita “dolorosa”, maturata dopo mesi di tensioni e incomprensioni. La Curva Sud di Crotone annuncia che dalla prossima partita resterà fuori dal proprio settore ad oltranza, una scelta che gli Ultras chiariscono subito non legata soltanto ai risultati sportivi, ma a qualcosa di più profondo. “Per noi quello che oggi comunichiamo è una cosa che fa male, una scelta che ci fa soffrire”, si legge nel comunicato, “ma è dovuta soprattutto alla mancanza di rispetto che ormai da troppo tempo notiamo nei nostri confronti”.

Parole nette, che rivendicano identità e appartenenza. “La Curva Sud non è in vendita, la nostra passione non si baratta”, scrivono gli Ultras, tornando anche sulla polemica degli striscioni girati al contrario. Un gesto che, spiegano, “è stato fatto esclusivamente per dare sostegno ai nostri fratelli diffidati”, ma che nonostante le spiegazioni “non è stato compreso”, fino ad arrivare – denunciano – al “consiglio” di rimetterli normalmente perché potevamo dare un segnale sbagliato.

Nel comunicato emerge anche una riflessione più ampia sul rapporto tra squadra e città. “Sono quattro anni che a Crotone non si fa una presentazione ufficiale della squadra”, ricordano gli Ultras, sottolineando come per qualcuno possa sembrare un dettaglio, “ma non per noi”. Scelte che, a loro giudizio, “contribuiscono ad allontanare la gente, a disinnamorare una città che invece avrebbe solo bisogno di sentirsi parte di qualcosa”.

Non mancano riferimenti all’attualità più recente. “Fa riflettere quanto accaduto nell’ultima partita in casa, scrivono, parlando di un disagio all’impianto elettrico che “ancora oggi è senza spiegazioni chiare”. Dubbi che, ammettono, “inevitabilmente ci fanno pensare male”. Così come pesa la questione dell’identità visiva: “Da mesi, quasi da ottobre, non si giochi più con la maglia rossoblù, ma con una maglia nera, colore di lutto, che non rappresenta la nostra storia né la nostra identità”.

Critiche anche al clima generale che si è creato attorno alla squadra e alle conferenze susseguitesi in quest’anno, con gli Ultras che respingono l’idea di essere un’anomalia. “Si è detto che non si è mai vista una curva fare due comunicati contro un allenatore”, scrivono, “ma non si è mai visto nemmeno un disprezzo simile verso chi segue quei colori ovunque, in giro per l’Italia.

Il comunicato si chiude con una presa di posizione che va oltre il presente sportivo. “I giocatori vanno e vengono, gli allenatori restano se c’è un progetto, le società devono essere sostenibili ed è giusto così. Noi no”. Gli Ultras ribadiscono che “ci saremo sempre”, anche “se gioca la Primavera, se non ci sono fondi, se non ci sarà una squadra iscritta”. L’assenza dagli spalti viene definita una pausa, non un addio, “con la speranza che il popolo crotonese capisca le nostre ragioni”, pronti a tornare “quando si capirà che siamo la prima ruota del carro, non l’ultima”.

Il messaggio finale resta un marchio identitario, ribadito senza mezzi termini: “La Curva Sud Crotone non è in vendita”.

Segui CalabriaOk