Tutti i Santi - Nella chiesa di Santa Rita tre vetrate raccontano la fede e la storia di Crotone
Da Santa Rita alla Madonna di Capo Colonna, fino a San Dionigi l’Areopagita: tre immagini sacre custodiscono la devozione e l’identità religiosa della comunità crotonese.
In occasione della solennità di Tutti i Santi, il primo novembre, Crotone riscopre i segni della propria fede attraverso luoghi di culto, immagini sacre e testimonianze artistiche che raccontano un legame profondo tra la città e la sua tradizione religiosa. Tra queste testimonianze si trovano tre vetrate nella chiesa di Santa Rita, in via Matteotti, inaugurata nel 1993: opere che, attraverso il linguaggio dei colori e delle immagini, richiamano alcune delle figure più significative della spiritualità crotonese.
Collocati sulla parete destra, vicino all'ingresso della chiesa, i tre mosaici rappresentano Santa Rita da Cascia, la Madonna di Capo Colonna e San Dionigi l'Areopagita. Non si tratta soltanto di raffigurazioni religiose, ma di immagini che rimandano alla storia e a una devozione che attraversa le generazioni.
La festa di Ognissanti invita i fedeli a guardare alla santità come a una testimonianza concreta di fede, carità e dedizione. In questo contesto, le tre immagini assumono un significato particolare: ciascuna richiama una storia diversa, ma tutte convergono verso un unico orizzonte spirituale.
La prima vetrata è dedicata a Santa Rita da Cascia, patrona della parrocchia. Religiosa italiana appartenente all'ordine agostiniano, Rita è conosciuta in tutto il mondo come la santa delle cause impossibili, simbolo di speranza, pazienza e perdono. La sua vicenda personale, segnata dalla perdita del marito e dei figli, è diventata nei secoli una testimonianza di fede vissuta anche attraverso il dolore.
Dopo le difficili prove della vita familiare, Rita entrò nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia, dedicandosi alla preghiera e alla vita religiosa. Fu canonizzata da papa Leone XIII nel 1900. La sua figura continua a parlare a quanti attraversano momenti di sofferenza e cercano nella fede la forza per andare avanti. La presenza del suo mosaico nella chiesa di via Matteotti sottolinea il legame tra la santa e la comunità parrocchiale, che in lei riconosce un riferimento spirituale e un esempio di perseveranza.
La seconda raffigura la Madonna di Capo Colonna, una delle espressioni più profonde e radicate della devozione mariana a Crotone. La Vergine, venerata come Patrona della città e dell'Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, rappresenta da secoli un punto di riferimento per la popolazione crotonese.
Il culto della Madonna di Capo Colonna è legato alla storia e all'identità del territorio. La sacra effigie, conosciuta anche come Madonna Nera, è al centro di una devozione che trova la sua manifestazione più sentita nel pellegrinaggio verso il santuario di Capo Colonna, lungo la costa crotonese. Un cammino che unisce generazioni di fedeli e che, anno dopo anno, rinnova un rapporto spirituale profondamente radicato nella memoria collettiva.
Nel 2019 Crotone ha celebrato il cinquecentenario del ritrovamento della sacra effigie, un anniversario che ha richiamato l'attenzione sul valore storico e religioso di questa tradizione. La presenza della Madonna nel mosaico di Santa Rita porta così all'interno della chiesa uno dei simboli più riconoscibili della fede cittadina, richiamando il rapporto speciale tra la comunità e la sua Patrona.
La terza, infine, è dedicato a San Dionigi l'Areopagita, patrono di Crotone, la cui ricorrenza liturgica cade il 9 ottobre. La tradizione lo ricorda come giudice dell'Areopago di Atene, convertito al cristianesimo dopo aver ascoltato la predicazione dell'apostolo Paolo. La sua figura è legata alla diffusione del Vangelo e alla memoria delle origini della comunità cristiana crotonese, che la tradizione religiosa associa alla sua predicazione e al suo ministero episcopale.
I tre mosaici della chiesa di Santa Rita compongono, dunque, una piccola narrazione della fede crotonese. Santa Rita richiama la speranza e la forza di affrontare le prove della vita; la Madonna di Capo Colonna rinnova il legame con la Patrona e con il pellegrinaggio che appartiene alla memoria della città; San Dionigi riporta alle origini della tradizione cristiana locale.