Tumore al seno, il divario della prevenzione: Calabria indietro negli screening

L'adesione nella regione è bassa. Resta aperto il dibattito sull'esclusione delle quarantenni dai controlli gratuiti

A cura di Redazione
20 maggio 2026 16:30
Tumore al seno, il divario della prevenzione: Calabria indietro negli screening - Foto: Redazione
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Calabria - La Calabria resta la regione italiana con le maggiori criticità nella prevenzione oncologica. Lo screening mammografico per il tumore al seno registra livelli di adesione tra i più bassi del Paese. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Screening e della Fondazione Gimbe, pubblicati nei mesi scorsi, la partecipazione si ferma intorno all’8%, contro una media nazionale vicina al 50%. Anche la quota di donne raggiunte dagli inviti resta molto inferiore rispetto al resto d’Italia anche se l'Asp cerca di utilizza canali più vicini alla gente, come i social, per coinvolgere più donne possibili. Ma il nodo rimane anche l'età. Lo screening è rivolto gratuitamente alle donne tra i 50 e i 69 anni, con estensioni in alcune regioni fino ai 45–74 anni.

Il nodo dei 40 anni

In Calabria il modello resta ancora legato principalmente alla fascia tradizionale salvo alcune particolari situazioni. L'esame prima dei 50 anni viene effettuato solo su prescrizione medica o in presenza di fattori di rischio. Il nodo dei 40 anni Questa esclusione della fascia 40–49 anni alimenta il dibattito scientifico, soprattutto per la possibilità di tumori in età più giovane. Sebbene la maggior parte dei tumori al seno si concentri dopo i 50 anni, una quota non trascurabile colpisce donne più giovani, spesso con forme più aggressive. Il tema non è solo sanitario ma anche territoriale. In regioni come Emilia-Romagna, Toscana o Lombardia, lo screening è più esteso e organizzato, con inviti automatici e adesioni più elevate. In Calabria, invece, il sistema appare meno capillare e meno efficace, con conseguenze dirette sulla diagnosi precoce. La questione "screening" si intreccia con una ben più ampia: il diritto a una prevenzione uguale per tutte le donne, indipendentemente dalla regione in cui vivono.

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