Tragedia di Steccato di Cutro, scuola nega iniziativa: scoppia la polemica sul “contraddittorio”

La Cgil accusa il dirigente del Barlacchi-Lucifero: “La memoria non è propaganda”. Wanda Ferro invita a ripensarci

A cura di Redazione
14 febbraio 2026 18:40
Tragedia di Steccato di Cutro, scuola nega iniziativa: scoppia la polemica sul “contraddittorio” -
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Scuola di Crotone nega iniziativa per ricordare il naufragio di Cutro, la Cgil denuncia: “Fatto grave e incomprensibile”. È polemica attorno alla decisione del dirigente scolastico dell’Istituto Polo Tecnico Professionale Istituto Polo Tecnico Professionale A.M. Barlacchi – A. Lucifero di Crotone, Girolamo Arcuri, che ha negato l’autorizzazione a un’iniziativa promossa da CGIL e FLC CGIL per ricordare il naufragio avvenuto a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, costato la vita a 94 persone, tra cui 34 minori.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il diniego sarebbe stato motivato con la “mancanza di contraddittorio”, una giustificazione che ha scatenato la reazione immediata delle segreterie regionali. “La memoria non ha bisogno di contraddittorio. Ha bisogno di rispetto”, scrivono Cgil e Flc Cgil Calabria, definendo la decisione “un fatto grave e profondamente incomprensibile”.

L’iniziativa, in programma il 25 febbraio alle 11 e dal titolo “Steccato di Cutro, una ferita aperta – il valore dell’umanità”, avrebbe dovuto rappresentare un momento di riflessione civile e umana per la comunità scolastica. Erano previsti interventi di dirigenti sindacali regionali, la testimonianza dell’educatrice Rosa Maria Riente di Agorà Kroton, la presentazione di elaborati delle classi IV e V e l’assegnazione di una borsa di studio dedicata agli studenti che avevano approfondito la tragedia. Nessuna presenza politica era prevista all’incontro.

Per il sindacato la motivazione addotta dalla dirigenza scolastica solleva interrogativi pesanti: “Di fronte a una tragedia umana di tale portata, chi dovrebbe o potrebbe rappresentare il contraddittorio? Chi potrebbe legittimamente porsi in opposizione al ricordo di 94 persone morte in mare, tra cui decine di bambini?”.

La Cgil richiama il ruolo costituzionale della scuola come presidio di formazione critica e di costruzione della memoria collettiva: “Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda. È un dovere morale e civile. È esercizio di umanità”. E aggiunge: “La memoria delle vittime del naufragio di Cutro non può essere oggetto di bilanciamenti formali che ne svuotino il significato”, auspicando un ripensamento da parte dell’istituto.

Sulla vicenda è intervenuta anche il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha invitato il dirigente a riconsiderare la propria posizione. In una nota ha ricordato come la tragedia di Cutro abbia segnato profondamente l’Italia e la comunità calabrese, sottolineando la necessità di un momento condiviso nel rispetto delle vittime. Un appello che si inserisce nel dibattito aperto sulla circolare ministeriale relativa al contraddittorio nelle iniziative scolastiche.

Intanto resta la frattura. Da una parte il sindacato che ribadisce come “ignorare o trattare come materia divisiva la tragedia di Cutro significa smarrire il senso più profondo della funzione educativa”. Dall’altra il silenzio del dirigente Arcuri, trincerato in un “no comment”, mentre la comunità scolastica e cittadina si interroga su quale spazio debba avere la memoria nelle aule.

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