Teorema, la Cassazione annulla con rinvio la misura per Fabio Manica
La decisione della Suprema Corte riguarda l’ex vicepresidente della Provincia di Crotone, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti. Il ricorso era stato presentato dai suoi difensori
Crotone - La vicenda cautelare di Fabio Manica torna davanti ai giudici. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza relativa all’ex vicepresidente della Provincia di Crotone, coinvolto nell’inchiesta “Teorema”.
Il provvedimento arriva dopo il ricorso presentato dai suoi difensori, gli avvocati Roberto Coscia e Francesco Gambardella. L’annullamento con rinvio comporta un nuovo esame della posizione di Manica sul piano cautelare.
L’inchiesta della Procura di Crotone e della Guardia di finanza riguarda un presunto sistema di gestione degli affidamenti pubblici all’interno della Provincia. Secondo l’impostazione accusatoria, alcuni lavori sarebbero stati indirizzati verso professionisti e imprese ritenuti vicini al gruppo individuato dagli investigatori.
Manica, che ha ricoperto anche incarichi di rilievo nell'amministrazione provinciale, era stato destinatario di una misura cautelare nell'aprile scorso. Successivamente, a maggio, il carcere era stato sostituito con gli arresti domiciliari dal gip di Crotone, su richiesta della difesa.
Sul procedimento principale, intanto, il percorso giudiziario prosegue. A settembre la gup Elisa Marchetto ha respinto la richiesta di rito abbreviato presentata da Manica e quella di patteggiamento avanzata dall’imprenditore Giacomo Combariati, disponendo per entrambi il giudizio immediato. La prima udienza è stata fissata per il 14 ottobre.
La decisione della Cassazione riguarda dunque la misura cautelare e non rappresenta una pronuncia sulla responsabilità penale dell’ex vicepresidente, che dovrà essere accertata nel corso del procedimento.