Tarsia riscopre il Cinquecento: la nuova narrazione del contributo calabrese alla Medicina Europea

Giovedì 7 maggio al via il percorso di valorizzazione dedicato a Marco Aurelio Severino, con il libro di Aurelio Musi che riporta alla luce la figura del medico rivoluzionario del Seicento

A cura di Redazione
04 maggio 2026 23:30
Tarsia riscopre il Cinquecento: la nuova narrazione del contributo calabrese alla Medicina Europea - Foto: Redazione
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Tarsia – Non è soltanto una figura da riscoprire, ma un intero tempo storico da reinterpretare e forse anche riscrivere. Il Cinquecento calabrese è stato, infatti, crocevia di pensiero, laboratorio di idee, spazio generativo della modernità scientifica europea. È da qui che bisogna ripartire per comprendere davvero il valore di Marco Aurelio Severino e, più in generale, per restituire alla Calabria il ruolo che le spetta nella storia della medicina universale.

DA SEVERINO PARTE UNA NUOVA NARRAZIONE DELLA CALABRIA

Si colloca in questa cornice la prima tappa del percorso istituzionale di valorizzazione dedicato al medico tarsiano, in programma giovedì 7 maggio 2026, alle ore 17.30, al Piccolo Teatro Popolare, con l’iniziativa Verso il Premio Città di Tarsia – Marco Aurelio Severino. L’evento sarà dedicato al tema Il contributo distintivo della Calabria alla storia della medicina universale e ospiterà la presentazione del volume Il medico a rovescio – Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento di Aurelio Musi.

DA LILIO A TELESIO: I MID DELLA SCIENZA CHE NASCONO IN CALABRIA

Raccontare Severino significa restituire al Cinquecento calabrese il suo ruolo reale nella costruzione della modernità. È il tempo dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) come Luigi Lilio, che ha riformato il Calendario Gregoriano; come Bernardino Telesio fondatore del Pensiero che ha rimesso al centro l’osservazione della Natura; come Tommaso Campanella, che ha proiettato la cultura calabrese dentro la dimensione europea e nel dibattito filosofico internazionale. Accanto a queste figure, già riconosciute nel sistema dei MID, si colloca una tradizione scientifica ancora più ampia che parte da Alcmeone di Crotone, tra i primi padri della Medicina Occidentale, passa da Bruno da Longobucco, padre della Chirurgia Moderna, e finisce alla scuola dei Vianeo di Tropea, pionieri dell’Autoplastica. È una costellazione di saperi che dimostra come la Calabria non sia mai stata periferia della scienza.

UN PERCORSO DI VALORIZZAZIONE CHE PARTE DAL PICCOLO TEATRO POPOLARE

Coordinati da Lenin Montesanto, ideatore del progetto MID per Calabria Straordinaria, all’iniziativa interverranno, insieme al Primo Cittadino Roberto Ameruso e all’Autore, anche il consigliere comunale delegato alla cultura Roberto Cannizzaro, il direttore del Museo Civico e della Civiltà Contadina Flavio Casella, il direttore editoriale della casa editrice Rubettino Luigi Franco, l’economista Lilia Infelise, il chirurgo e primario dell’ospedale di Paola e Rossano Guglielmo Guzzo, l’Amministratore Delegato della Fabbrica di Liquirizia Amarelli Fortunato Amarelli, il Direttore delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, Agostino Brusco ed il consigliere regionale Elisabetta Santoianni.

SEVERINO, IL MEDICO CHE HA ROTTO GLI SCHEMI DEL SUO TEMPO

Il volume di Musi restituisce Marco Aurelio Severino come figura chiave di questa stagione. Nato a Tarsia nel 1580 e formatosi in una Calabria culturalmente viva e connessa all’Europa, Severino si afferma nella Napoli del Viceregno spagnolo come anatomo-chirurgo tra i più autorevoli del suo tempo. Un vero e proprio racconto di transizione: dalla medicina libresca alla sperimentazione diretta. Medico a rovescio, Severino rompe gerarchie consolidate contribuendo alla nascita di una nuova idea di medicina, fondata sull’efficacia dell’intervento e sull’osservazione empirica.

AURELIO MUSI, LO STORICO CHE RACCONTA LA CALABRIA NELLA STORIA EUROPEA

L’Autore del volume, Aurelio Musi è tra i più autorevoli storici italiani di età moderna. Già professore ordinario all’Università di Salerno, preside di facoltà e direttore di dipartimento, è membro della Real Academia de la Historia di Madrid e Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Studioso del Viceregno spagnolo, delle élite meridionali e delle culture barocche, con questo lavoro apre una lettura nuova, quasi inedita ma non del tutto inesplorata: Severino non è un caso isolato, ma il prodotto di una stagione culturale calabrese ed europea che merita di essere riletta e riconosciuta. –

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