TAR boccia i ricorsi sul termovalorizzatore, Cittadini Liberi: "Comune poco incisivo"
Respinte le impugnazioni su AIA A2A. Cittadini Liberi: Comune poco incisivo, pronti a sostenere appello al Consiglio di Stato
La sentenza del TAR Calabria sul rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per il termovalorizzatore A2A di Passovecchio chiude, almeno per ora, il fronte giudiziario. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dalle associazioni, così come quello del Comune di Crotone relativo al rischio idrogeologico (QUI la notizia).
Il pronunciamento, sul piano giuridico, si inserisce nel solco delle regole del processo amministrativo: il Tribunale non ha escluso la presenza di rischi, ma ha rilevato come in sede giudiziaria non siano stati dimostrati elementi sufficienti a qualificare le modifiche autorizzate come causa di impatti ulteriori e significativi.
Da qui si apre però un piano diverso, quello politico e amministrativo. Dalla lettura della sentenza emerge infatti che il Comune di Crotone ha partecipato alla conferenza di servizi esprimendo un parere negativo, ma senza accompagnarlo con un’azione istituzionale capace di incidere realmente sull’iter. Non risultano, in particolare, prescrizioni sanitarie specifiche né un percorso tecnico-amministrativo coerente con la complessità del contesto ambientale.
Un elemento rilevante se si considera che l’area rientra tra i Siti di Interesse Nazionale, dove la tutela della salute dovrebbe rappresentare il fulcro di ogni scelta. In questo quadro, pesa anche la mancata valorizzazione formale dei dati epidemiologici disponibili, come quelli contenuti nei Rapporti SENTIERI, che evidenziano criticità sanitarie significative.
Il ricorso dell’ente, inoltre, è stato presentato nella fase finale del procedimento, quando molte decisioni risultavano già consolidate. Un passaggio che, in ambito amministrativo, riduce inevitabilmente le possibilità di incidere sull’esito finale.
Il risultato, secondo Cittadini Liberi, è quello di un dissenso rimasto formale e non trasformato in una strategia efficace, quindi facilmente superato. La sentenza del TAR Calabria non chiude dunque la questione, ma la riporta sul piano della responsabilità istituzionale e della capacità di difendere il territorio nei momenti decisivi.
In una fase segnata anche dalla campagna elettorale, i cittadini – sottolinea l’associazione – hanno diritto a comprendere se tutte le azioni possibili siano state realmente messe in campo. Perché, quando si parla di ambiente e salute, non basta intervenire alla fine: bisogna esserci prima.
Cittadini Liberi, attraverso il presidente Giuseppe Pirillo, annuncia infine la volontà di contribuire al finanziamento di un eventuale appello al Consiglio di Stato da parte delle associazioni ricorrenti, affinché ogni aspetto ancora aperto possa essere ulteriormente approfondito.