Strongoli, insediata la commissione antimafia al Comune dopo l’inchiesta Dda
Verifiche su possibili infiltrazioni nella gestione dell’ente: tre mesi di accertamenti prorogabili, prima udienza rinviata al 28 maggio
Si accendono i riflettori sul Comune di Strongoli, dove si è ufficialmente insediata la commissione di accesso antimafia disposta dalla Prefettura di Crotone. Un passaggio delicato che apre una fase di verifica approfondita sull’attività amministrativa dell’ente, con l’obiettivo di accertare eventuali infiltrazioni o condizionamenti da parte della criminalità organizzata.
L’arrivo dei commissari rappresenta un momento chiave per la vita istituzionale del centro crotonese. La commissione avrà a disposizione un periodo iniziale di tre mesi per svolgere le proprie verifiche, con la possibilità di una proroga fino a un massimo di altri tre mesi. Nel corso di questo tempo verranno analizzati atti, procedure e dinamiche interne al Comune, per comprendere se vi siano stati elementi di interferenza esterna nella gestione pubblica.
Il provvedimento trae origine dagli sviluppi investigativi dell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nel maggio del 2025, che ha acceso i riflettori su quello che gli inquirenti hanno definito il “sistema Strongoli”. Un’indagine che ha coinvolto figure di primo piano dell’amministrazione locale, tra cui l’ex sindaco Sergio Bruno, l’ex dirigente dei lavori pubblici Salvatore Luigi Benincasa e l’ex assessore Francesco Costantino, rimasto in carica fino a poche settimane fa.
L’insediamento della commissione arriva in un momento particolarmente significativo anche sul piano giudiziario. Nelle stesse ore, infatti, si è aperta a Catanzaro la fase preliminare del procedimento penale legato all’inchiesta, poi aggiornata con rinvio dell’udienza al prossimo 28 maggio.
Per Strongoli si apre dunque una fase di osservazione e verifica che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul futuro amministrativo dell’ente, in attesa delle conclusioni che saranno trasmesse al Ministero dell’Interno al termine degli accertamenti.