Strada Statale 106, il caso torna sotto i riflettori nazionali: un reportage racconta la “strada della morte”
Il video di Nova Lectio riaccende l’attenzione sulla Statale ionica: in 25 anni registrati circa 11 mila incidenti, 26 mila feriti e 750 vittime
La Strada Statale 106, conosciuta ormai da anni come la “Strada della morte” a causa dell’elevato numero di incidenti stradali mortali registrati lungo il suo percorso, è tornata al centro dell’attenzione nazionale. Questa volta, però, non per l’annuncio di nuovi interventi, l’apertura di cantieri o la conclusione di lavori di ammodernamento, ma per un reportage pubblicato sul canale YouTube “Nova Lectio”.
Il video ha portato all’attenzione del pubblico italiano la complessa realtà di questa arteria che attraversa la fascia ionica, mettendo in evidenza i pochi punti di forza e soprattutto le numerose criticità che da decenni caratterizzano la Statale 106. Tra i principali problemi raccontati nel reportage emergono le difficoltà nei collegamenti, i tempi di percorrenza spesso elevati anche per brevi spostamenti e le condizioni di una strada considerata strategica per interi territori ma ancora segnata da numerose carenze infrastrutturali.
Nel corso del servizio vengono riportati anche alcuni dati legati alla sicurezza stradale, numeri che restituiscono la gravità della situazione. Negli ultimi 25 anni, lungo la Strada Statale 106, sarebbero stati registrati circa 11 mila incidenti, con oltre 26 mila persone rimaste ferite e circa 750 vittime.
Un bilancio pesante che ha contribuito a consolidare negli anni il triste soprannome attribuito a questa strada. La Statale 106 continua così a rappresentare uno dei nodi infrastrutturali più discussi del Mezzogiorno, al centro delle richieste di cittadini, amministratori e associazioni che da tempo chiedono interventi strutturali per migliorare sicurezza e collegamenti lungo tutta la fascia ionica.
Nel reportage, tra le fonti, è citata anche la testata CosenzaOk.it del gruppo Briefing Srl.