Stop ai lavori di Bonifica, Cittadini Liberi: «Avevamo denunciato i rischi, oggi i fatti ci danno ragione»

Dallo stop annunciato da Eni Rewind alle accuse di Cittadini Liberi: «Bonifica trattata come ordinaria, ma il sito nascondeva rischi noti»

A cura di Redazione
13 gennaio 2026 12:12
Stop ai lavori di Bonifica, Cittadini Liberi: «Avevamo denunciato i rischi, oggi i fatti ci danno ragione» -
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CROTONE – Lo stop agli scavi nella discarica fronte mare dell’ex Pertusola, disposto l’8 gennaio dopo il rinvenimento di materiali TENORM, apre una fase delicata per la bonifica del SIN di Crotone. La comunicazione ufficiale di Eni Rewind parla di una presenza non prevista dal progetto autorizzato e dell’assenza, in Italia e in Europa, di impianti idonei allo smaltimento di questo tipo di rifiuti, imponendo un confronto istituzionale e la possibile revisione dell’intervento.

Ma accanto alla versione del gestore, emergono con forza le contestazioni di Cittadini Liberi, che rivendica di aver lanciato l’allarme con largo anticipo. Secondo l’associazione, le caratterizzazioni ambientali con maglia 50×50 non sarebbero mai state adeguate a un’area che, per decenni, avrebbe svolto la funzione di discarica di fatto. «Non si trattava di allarmismo – sostiene il presidente Giuseppe Pirillo – ma di una valutazione tecnica oggi confermata dai fatti».

Uno dei nodi centrali riguarda le misure di prevenzione adottate prima dell’avvio degli scavi. Cittadini Liberi afferma di aver chiesto più volte il confinamento dell’area con tensostrutture, richiesta che sarebbe stata respinta o ridimensionata. Nel frattempo, ricordano dall’associazione, non sono mancate accuse di strumentalizzazione politica e persino segnalazioni per presunto procurato allarme nei confronti di chi sollevava dubbi.

Sotto osservazione finisce anche il ruolo delle istituzioni locali. In passato, il sindaco Vincenzo Voce e l’allora presidente della Provincia Sergio Ferrari avevano parlato di cantieri sicuri, arrivando a invitare i cittadini a visitarli. Un’iniziativa mai concretizzata, che oggi alimenta interrogativi sulla reale consapevolezza delle criticità presenti nel sito.

La sospensione dei lavori è arrivata dopo l’individuazione non solo di TENORM, ma anche di amianto. Un aspetto, però, solleva ulteriori preoccupazioni: prima che la presenza di questi materiali fosse ufficialmente accertata, i terreni sarebbero stati movimentati, trasportati e stoccati nel deposito D15 all’interno dell’area industriale. Solo in un secondo momento le analisi avrebbero rivelato la natura radioattiva e la presenza di fibre di amianto.

Secondo Cittadini Liberi, queste attività si sarebbero svolte senza confinamento e senza le protezioni previste per lavorazioni con potenziale dispersione di polveri pericolose, un passaggio che apre interrogativi sul piano della tutela della salute pubblica e della sicurezza ambientale.

Oggi il tema non è più soltanto tecnico, ma anche politico e istituzionale. «Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa – ribadiscono dall’associazione – bensì alla conferma di problemi noti e segnalati. Chi ha minimizzato ora deve rispondere».

Mentre Eni Rewind annuncia la prosecuzione delle attività nelle aree non interessate dal rinvenimento dei TENORM e l’avvio di approfondimenti per definire nuove soluzioni, a Crotone resta aperta una questione cruciale: se la bonifica sia stata affrontata con strumenti adeguati alla complessità reale di un sito che continua a rivelare, strato dopo strato, tutta la sua fragilità.

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