Stelvio Marini (Fdi): "Centro storico, la sicurezza è un bene comune"
"Adesso tocca alla politica e alle istituzioni locali mettere in campo risposte adeguate", si legge nella nota
Riceviamo e pubblichiamo - Crotone - Le operazioni di controllo e ripristino della legalità nel centro storico di Crotone da parte delle forze dell’ordine rappresentano un passaggio rilevante in un percorso che, da qualche tempo, invochiamo con chiarezza: più presenza dello Stato, più tutela per i cittadini, più rispetto per il quartiere e per le sue attività.
È un segnale politico preciso: il centro storico non è un territorio da abbandonare alla marginalità, e il recupero della sua vivibilità del centro non può essere affidato alla sola buona e generosa volontà dei residenti e delle associazioni di quartiere.
Il loro impegno rappresenta una risorsa preziosa per il tessuto sociale, ma non può sostituire l’azione strutturata e continuativa delle istituzioni.
Servono interventi programmati, presenza stabile, risorse adeguate e una strategia pubblica capace di garantire sicurezza e servizi essenziali ai residenti.
Abbiamo spesso raccontato e denunciato i problemi strutturali del centro storico: degrado, microcriminalità, insicurezza percepita, assenza di servizi, mancanza di regole urbanistiche, isolamento dei residenti.
Oggi, finalmente, si registra un cambio di passo.
Un riconoscimento doveroso va alle Forze dell’Ordine, che operano con professionalità e equilibrio.
In questo quadro, fondamentale è l’attività costante dell’On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato per l’Interno, il cui impegno rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il territorio crotonese .
Mai come nel caso del centro storico di Crotone, la sicurezza non è un concetto avverso a qualcuno, ma è a favore di tutti.
Ovviamente a favore di chi vive onestamente, nel rispetto della legge, e di chi vuole vedere il proprio quartiere rinascere.
La presenza dello Stato deve adesso essere accompagnata da interventi concreti da parte della pubblica amministrazione.
Occorrono interventi di riqualificazione urbana, implementazione di servizi sociali, politiche abitative coraggiose, una seria valorizzazione culturale, oltre a una presenza istituzionale stabile, anche attraverso un uso strategico delle diverse proprietà pubbliche presenti nel quartiere.
La sicurezza senza progetto è una mera gestione dell’emergenza, ed è quello che non serve.
Il rischio che si corre senza una visione complessiva del governo del territorio è, paradossalmente, una nuova e diversa emarginazione del territorio.
Adesso tocca alla politica e alle istituzioni locali mettere in campo risposte adeguate.
Il quartiere non si “bonifica” una volta sola.
Il centro storico si cura, si presidia e, soprattutto, si deve governare.