Squillace accoglie il cardinale Mimmo Battaglia e gli consegna le chiavi
Nella Basilica di S. Maria Assunta la città rende cittadino onorario il porporato: memoria, pace e radici al centro della giornata
Una città che riabbraccia uno dei suoi figli più conosciuti e lo accoglie con l’affetto di sempre. A Squillace, nella Basilica di S. Maria Assunta, il cardinale Mimmo Battaglia è tornato nei luoghi dove iniziò il suo cammino umano e sacerdotale ricevendo le chiavi della città e la cittadinanza onoraria.
La cerimonia si è trasformata in un momento di memoria collettiva più che in una semplice celebrazione istituzionale. Nel suo intervento il porporato ha ripercorso gli anni dell’infanzia e della formazione, ricordando l’arrivo in seminario da ragazzo, accompagnato dal padre da Satriano, e i primi passi dentro un percorso che avrebbe poi segnato tutta la sua vita. Il ritorno a Squillace ha rappresentato per lui un viaggio nelle radici, nei volti e nelle storie che hanno contribuito a costruire il suo cammino.
Il cardinale ha voluto accanto a sé anche alcuni compagni del seminario, con i quali ha condiviso i primi anni di studio e di crescita. Nel suo racconto sono riemersi episodi semplici ma decisivi, come l’esperienza al Centro Calabrese di Solidarietà, dove un messaggio dedicato alla scelta di stare accanto agli ultimi divenne per lui una bussola morale.
Il suo intervento ha assunto i toni di una riflessione civile e spirituale rivolta alla comunità. Battaglia ha insistito sul valore delle radici e sull’importanza di non dimenticare da dove si proviene, sottolineando come le esperienze dell’infanzia e della giovinezza abbiano costruito una visione della vita fondata sull’attenzione verso gli altri e sul rispetto della dignità umana.
Un passaggio significativo è stato dedicato alla figura di Grazia, la donna che si occupava delle pulizie del seminario e che per molti ragazzi rappresentava una presenza materna. Il ricordo di quella quotidiana cura silenziosa è stato utilizzato dal cardinale per indicare un modello di umanità che non si misura con ruoli o titoli, ma con la capacità di prendersi cura degli altri.
Il suo intervento ha poi toccato temi più ampi, a partire dalla pace e dalla responsabilità collettiva davanti alle guerre contemporanee. Battaglia ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti, soprattutto per i più piccoli, indicando l’indifferenza come una delle cause più profonde che permettono alla violenza di radicarsi nelle società.
Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche rappresentanti delle istituzioni e persone che hanno condiviso con lui parti importanti della sua storia. Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, ha ricordato gli anni delle prime attività sociali, mentre il giornalista Salvatore Taverniti ha riportato la memoria agli anni della formazione e della giovinezza.
Il riconoscimento ufficiale è stato letto dal presidente del consiglio comunale, mentre il sindaco Enzo Zofrea ha sottolineato come la cittadinanza onoraria rappresenti un gesto di orgoglio per una comunità che riconosce nel cardinale un testimone autentico dei valori umani e sociali maturati proprio tra quelle strade.
Alla giornata hanno preso parte anche il prefetto Castrese De Rosa, il vicario monsignor Salvino Cognetti, il consigliere regionale Enzo Bruno e il vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomeni, insieme a numerosi sindaci, amministratori e rappresentanti delle istituzioni civili e religiose.
La cerimonia è stata accompagnata dalla voce del soprano Rosella Facciuolo e moderata dal giornalista Oldani Mesoraca. Tra i momenti simbolici, la consegna delle chiavi della città realizzate dall’artigiano Luigi Mungo, una targa firmata da Beatrice Russomanno e un’opera realizzata dagli studenti del Liceo Artistico di Squillace dell’Istituto d’Istruzione Superiore Majorana, presentata dal dirigente scolastico Tommaso Cristofaro.
Con la firma del registro dei cittadini onorari si è conclusa una giornata che ha unito memoria, affetto e riconoscenza. Per Squillace il ritorno del cardinale Mimmo Battaglia non è stato soltanto un evento istituzionale, ma il segno di un legame che il tempo e la distanza non hanno mai spezzato.