Sociologia e chirurgia vascolare, esce il manuale firmato Costa e Serra
Dal 23 marzo in libreria il primo testo sulla sociologia vascolare: un approccio innovativo che integra scienze sociali e pratica clinica
Dal 23 marzo sarà disponibile nelle librerie fisiche e online, per Edizioni A.L.E di Roma, “Il primo manuale di Sociologia della salute e delle malattie vascolari. Dalla prevenzione alla pratica chirurgica: un approccio integrato”, scritto da Davide Costa e dal professore Raffaele Serra. Si tratta del primo lavoro sistematico dedicato alla Sociologia della salute e delle malattie vascolari, una nuova sub-disciplina che mette in relazione scienze sociali e chirurgia vascolare.
Il volume nasce da oltre cinque anni di ricerche scientifiche che hanno costruito un dialogo innovativo tra ambiti tradizionalmente separati, segnando anche primati a livello internazionale grazie a modelli teorici e applicativi capaci di integrare la prospettiva sociologica con la pratica clinica e chirurgica delle patologie vascolari.
Gli autori rappresentano due eccellenze nei rispettivi campi. Davide Costa, Ph.D. e assegnista di ricerca presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, è autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche internazionali ed è abilitato alle funzioni di Professore Associato in Sociologia Generale. La sua attività si concentra sulla sociologia della salute, sulle questioni di genere e sulle politiche sanitarie, oltre a essere ideatore del progetto “Scienze Sociali in Scena”.
Accanto a lui, Raffaele Serra, professore ordinario di Chirurgia Vascolare presso la stessa università, è direttore del Centro Interuniversitario in Flebolinfologia tra Università Magna Graecia di Catanzaro e Università Federico II di Napoli, oltre a essere riconosciuto a livello internazionale tra i Top Italian Scientists e gli Stanford Top Scientists.
Il manuale rappresenta un’innovazione nel campo della formazione perché costruisce un ponte strutturato tra chirurgia vascolare, medicina clinica, medicina narrativa e sociologia della salute. L’impianto teorico si basa sulla triade concettuale di Twaddle – disease, illness e sickness – che consente di analizzare la malattia nelle sue dimensioni biomedica, soggettiva e sociale.
La prima parte approfondisce la dimensione biomedica, analizzando anatomia, fisiologia, fisiopatologia e trattamenti delle principali patologie vascolari, comprese le tecniche chirurgiche ed endovascolari. La seconda si concentra sull’esperienza del paziente, attraverso le medical humanities e la medicina narrativa. La terza affronta la dimensione sociale della malattia, tra sistemi sanitari, disuguaglianze di accesso alle cure e determinanti sociali della salute. La quarta parte rappresenta il cuore innovativo dell’opera, dove le tre dimensioni si integrano nella prospettiva della sociologia vascolare.
Particolare attenzione è dedicata alla medicina di genere, alla medicina narrativa digitale e alle implicazioni sociali e culturali delle patologie vascolari, con l’obiettivo di promuovere un approccio sempre più centrato sulla persona.