Sila, al via i bracciali sanitari H24: Longobucco modello nazionale

Parte “Sila Protetta”: monitoraggio continuo a domicilio e interventi immediati, verso una sanità predittiva nelle aree interne

A cura di Redazione
14 aprile 2026 15:15
Sila, al via i bracciali sanitari H24: Longobucco modello nazionale - Foto: Uff. Stampa Agenzia Comunicazione Calabria
Foto: Uff. Stampa Agenzia Comunicazione Calabria
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LONGOBUCCO – Parte dalla Sila un modello innovativo di sanità territoriale. Con l’avvio operativo del progetto “Sila Protetta”, a Longobucco prende forma una sperimentazione che introduce per la prima volta in Italia l’utilizzo domiciliare di bracciali sanitari intelligenti, capaci di monitorare e analizzare in tempo reale le condizioni dei pazienti.

Da questa mattina tre pazienti sono seguiti 24 ore su 24 attraverso dispositivi indossabili collegati direttamente alla centrale ospedaliera. I bracciali, oltre a rilevare i parametri vitali, sono in grado di elaborare dati e segnalare eventuali anomalie, attivando in tempo reale la rete dell’emergenza territoriale.

La sperimentazione rappresenta un passaggio significativo: tecnologie già testate in ambito ospedaliero, come quelle sviluppate da Medtronic al Policlinico Umberto I di Roma, vengono ora applicate fuori dagli ospedali, direttamente nelle abitazioni dei pazienti. L’obiettivo è passare da una sanità reattiva a una sanità predittiva, capace di intervenire prima che le condizioni cliniche peggiorino.

«È una cosa bellissima, un’esperienza che auguro a tutti di vivere», ha dichiarato il sindaco di Longobucco Giovanni Pirillo, sottolineando come la telemedicina rappresenti «il futuro della sanità» e come il territorio stia dando «un segnale concreto di futuro», anche grazie all’attenzione della Regione Calabria guidata dal presidente Roberto Occhiuto.

A seguire l’avvio della sperimentazione sul campo il direttore della UOC di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Annunziata di Cosenza, Andrea Bruni, e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e commissario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar.

«Questi dispositivi non si limitano al monitoraggio. Sono in grado di effettuare una vera e propria diagnosi», ha spiegato Andrea Bruni, evidenziando la capacità di rilevare condizioni come fibrillazione atriale, desaturazione o insufficienza respiratoria. Un sistema integrato anche con la geolocalizzazione, che consente l’attivazione immediata del 118 in caso di emergenza.

Sulla stessa linea Vitaliano De Salazar, che ha definito i bracciali «il vero valore aggiunto» del progetto: «Siamo tra i primi in Italia a utilizzare dispositivi che, oltre a segnalare un parametro alterato, effettuano direttamente una diagnosi». Un sistema che si integra con una rete territoriale già rafforzata, come la presenza di un’ambulanza fissa a Longobucco, operativa da circa un mese.

Il progetto coinvolge attivamente anche il tessuto sociale e sindacale. Antonio Baratta della CGIL ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti «un primo segnale concreto di inversione di rotta» per le aree interne, mentre Francesco Madeo della CISL ha evidenziato il valore di una presenza sanitaria più strutturata dopo le criticità emerse negli anni.

Tra i primi cittadini coinvolti nella sperimentazione c’è Eugenio De Luca, che utilizza già il dispositivo: «Sono stato scelto e ne sono molto contento. Spero che questo dispositivo mi aiuti a essere più controllato», ha raccontato, sottolineando l’importanza del progetto per la comunità.

Nei prossimi giorni è prevista anche l’installazione di defibrillatori nelle piazze e nelle vie del paese, in accordo con cittadini e amministrazione. Un ulteriore passo verso la costruzione di una rete sanitaria diffusa, che punta a trasformare Longobucco e la Sila in un laboratorio avanzato per la sanità territoriale.

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