Si ferma all’alba e salva un uomo: 18enne verso l’Alfiere della Repubblica

Il prefetto di Catanzaro propone Marco Mottola D’Amato al Quirinale: un gesto di umanità che diventa esempio per tutta la comunità

A cura di Redazione
01 aprile 2026 07:00
Si ferma all’alba e salva un uomo: 18enne verso l’Alfiere della Repubblica -  Foto Castrese De Rosa
Foto Castrese De Rosa
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Non un eroe per caso, ma un ragazzo che ha scelto di fermarsi. È da qui che prende forma la storia di Marco Mottola D’Amato, 18 anni, studente del liceo classico del Convitto nazionale “Galluppi”, protagonista di un gesto che ha evitato una tragedia e che ora potrebbe valergli il titolo di Alfiere della Repubblica.

L’alba di qualche giorno fa, lungo un cavalcavia nella zona nord della città, si è trasformata in un momento decisivo. Marco, rientrando dopo una serata con gli amici, ha notato un uomo anziano sul parapetto, in evidente stato di difficoltà. Invece di proseguire, ha scelto di fermarsi, invertire la marcia e provare a stabilire un contatto. Nessun gesto eclatante, ma parole semplici, un dialogo costruito con attenzione e sensibilità.

In quei minuti sospesi, il giovane ha intuito la fragilità della situazione e ha deciso di non forzare nulla, evitando azioni che potessero aggravare lo stato emotivo dell’uomo. Ha preferito restare, ascoltare, porre domande, accompagnando lentamente quella persona lontano dal pericolo. Un lavoro silenzioso, fatto di empatia e presenza, che ha portato l’anziano a desistere dal suo intento.

Non si è fermato lì. Dopo averlo accompagnato a casa, dove ad attenderlo c’erano persone a lui care, Marco ha proseguito la sua giornata come se nulla fosse, tornando a scuola. Nel pomeriggio, però, è tornato da quell’uomo con un piccolo gesto simbolico, un uovo di Pasqua, segno concreto di una vicinanza che non si era esaurita in quei momenti drammatici.

Il valore di quanto accaduto è stato riconosciuto anche dalle istituzioni. Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha voluto incontrare il ragazzo insieme alla sua famiglia e alla dirigente scolastica Stefania Cinzia Scozzafava, sottolineando come un atto di questo tipo non possa restare isolato. L’intenzione è quella di proporre ufficialmente il nome di Marco al Quirinale per il conferimento dell’onorificenza di Alfiere della Repubblica, destinata ai giovani che si distinguono per gesti di alto valore civico.

Dall’incontro è emerso soprattutto il senso più profondo della vicenda: non solo il salvataggio in sé, ma la capacità di un ragazzo di leggere il dolore degli altri e di trasformarlo in responsabilità. Un esempio che, nelle intenzioni della Prefettura, deve diventare patrimonio collettivo, capace di parlare soprattutto ai più giovani.

In una società spesso distratta, la scelta di fermarsi e tendere la mano assume un significato che va oltre il singolo episodio. È il segno che, anche nei momenti più critici, può bastare una presenza autentica per cambiare il corso delle cose.

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