Settimana Santa itinerante, Torriani conclude a Caccuri per la Pasqua
Il vescovo di Crotone celebra la Pasqua e invita a vivere le “soglie” della vita con fede, tra attese, cambiamenti e speranza nelle comunità
La Settimana Santa itinerante dell’Alberto Torriani si è conclusa a Caccuri con la celebrazione della Pasqua, dopo aver toccato le comunità di Verzino, San Mauro Marchesato, Santa Severina, Pallagorio e Belcastro. Nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie, il presule ha presieduto la Messa di Pasqua offrendo una riflessione intensa sul significato della Risurrezione.
Al centro dell’omelia il Vangelo di Giovanni (20,1-9), letto attraverso l’immagine del “mattino sospeso”: un tempo in cui la notte è finita ma il giorno non è ancora pienamente sorto. “La Pasqua ci raggiunge sempre in un momento particolare: non nella piena luce, ma in quel chiarore incerto”, ha spiegato Torriani, sottolineando come la fede nasca proprio dentro questi passaggi fragili.
Protagonista della riflessione è Maria Maddalena, che si muove senza certezze ma continua a camminare. Accanto a lei, la corsa di Pietro e del discepolo amato diventa immagine della ricerca di senso. Decisivo il gesto di Giovanni che, giunto al sepolcro, si ferma sulla soglia: “la Pasqua non si impone, non si afferra subito; si incontra attraversando una soglia”.
Il sepolcro aperto diventa così simbolo di un tempo intermedio, fatto di attesa e trasformazione: “non è più notte, ma non è ancora giorno pieno”. Un’immagine che, secondo il vescovo, rispecchia anche la condizione delle comunità visitate, segnate da cambiamenti e incertezze.
“La soglia della vita ci pone davanti a una scelta: restare fermi o pretendere di capire tutto subito”, ha aggiunto, indicando invece la via del “sostare”, cioè abitare il dubbio senza fuggire né forzare le risposte. È proprio in questo spazio che nasce la fede, come fiducia capace di attendere.
Il messaggio finale è un invito chiaro: “non sottrarsi a questo tempo di passaggio”, perché è lì che Dio opera, quando qualcosa sta nascendo. La Pasqua, ha concluso Torriani, non cancella le difficoltà ma le attraversa, trasformandole in occasione di rinascita: “arrivare fino alla soglia e, con pazienza, umiltà e fiducia, lasciarsi portare oltre".