Settennale, il cardinale Reina a Crotone: “No all’indifferenza verso gli ultimi”
Nel solenne pontificale il cardinale richiama la comunità a giustizia, perdono e solidarietà: “La devozione non resti solo tradizione”
Il solenne pontificale per la Madonna di Capo Colonna celebrato nella chiesa del Santissimo Salvatore nel quartiere Fondo Gesù (QUI il nostro servizio) ha richiamato migliaia di fedeli da tutta Crotone, in una celebrazione presieduta dal cardinale Baldassarre Reina, vicario della diocesi di Roma di Papa Leone XIV, accolto dall’arcivescovo monsignor Alberto Torriani, dal Capitolo Cattedrale guidato da monsignor Ezio Limina e dalle autorità civili e militari del territorio.
Nel corso dell’omelia, il porporato ha posto l’accento sul significato autentico della devozione popolare, invitando la comunità a non vivere la festa soltanto come tradizione o memoria del passato. Il cardinale ha ricordato come la pietà mariana abbia accompagnato la crescita delle comunità del Sud Italia, trasmessa di generazione in generazione, ma ha anche evidenziato la necessità di collegare quella tradizione alle sfide del presente.
Partendo dalle letture della sesta domenica di Pasqua, Reina ha richiamato il passaggio dal Cristo risorto a una comunità sostenuta dallo Spirito Santo e chiamata alla responsabilità concreta della testimonianza cristiana. Soffermandosi sulle parole di San Pietro, il cardinale ha spiegato come i credenti siano chiamati a “rendere ragione della speranza”, mostrando nella vita quotidiana la coerenza del Vangelo.
Un passaggio particolarmente forte dell’omelia è stato dedicato al tema del perdono e della misericordia. Il cardinale ha ricordato che il Vangelo chiede ai cristiani di perdonare anche chi fa del male, interrogandosi sulla capacità delle comunità di testimoniare realmente questa differenza in un mondo segnato da rancori, vendette e divisioni.
Reina ha poi parlato della necessità di trasformare la devozione in impegno concreto verso il prossimo, soprattutto in territori difficili come il Sud Italia. Nel suo intervento ha citato la precarietà, la mancanza di lavoro, la sofferenza delle famiglie, le dipendenze e la fuga dei giovani costretti a lasciare la propria terra per cercare speranza altrove.
Il porporato ha richiamato anche il valore della solidarietà e della vicinanza umana, sottolineando come non basti chiedere grazie alla Vergine se poi si resta indifferenti davanti alle difficoltà di chi vive accanto. Un invito rivolto all’intera comunità affinché la devozione alla Madonna di Capo Colonna si traduca in gesti concreti di misericordia, giustizia, carità e attenzione verso gli ultimi.
Nel corso dell’omelia, il cardinale ha ricordato come nella storia la Vergine abbia rappresentato un punto di riferimento per il popolo crotonese nei momenti più difficili, dalle guerre ai terremoti, fino alle situazioni di povertà e sofferenza sociale. Oggi, ha detto, la comunità torna ad affidarsi a Maria in un tempo segnato da nuove fragilità e incertezze.
Un altro passaggio centrale è stato dedicato alla pace, con il richiamo all’invito lanciato da Papa Leone XIV. Reina ha invitato i fedeli a pregare per la fine dei conflitti e per una pace concreta che passi anche attraverso il riscatto dei territori segnati dal disagio sociale.
Nel finale dell’omelia, il cardinale ha rivolto un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati, alle persone sole e a chi “ha gettato la spugna”, esortando tutti a non perdere la speranza e a ritrovare nella fede la forza per continuare il cammino.
Durante la celebrazione, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha acceso il cero votivo alla Madonna di Capo Colonna, rinnovando il tradizionale atto di affidamento della città alla sua patrona.
Ad animare la liturgia sono stati l’Orchestra Orfeo Stillo, diretta dal maestro Daniele Lorenti, il coro Crotone Vocal Ensemble e la corale del vescovado di Strongoli.
Al termine del pontificale, il Capitolo Cattedrale ha donato al cardinale Reina un’icona mariana realizzata dall’orafo Michele Affidato.