Sequestrato uno stabilimento balneare a Paola: sigilli a lido, bar e discoteca su area demaniale
Operazione congiunta di Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto: sotto sequestro un complesso di 1.800 metri quadrati. Indagini coordinate dalla Procura di Paola
Un intero stabilimento balneare è stato sottoposto a sequestro preventivo d'iniziativa nel comune di Paola, nell'ambito di un'operazione congiunta condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza e dai militari della Capitaneria di Porto.
L'intervento è scaturito da una precedente attività di controllo del territorio e da accertamenti di natura info-investigativa svolti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Paola e dall'Ufficio Locale Marittimo di Paola.
Nel dettaglio, il provvedimento ha riguardato un'area demaniale marittima di circa 1.800 metri quadrati, composta da una zona destinata al servizio spiaggia con lettini e ombrelloni e da un'altra dedicata alle attività ricreative e di ristorazione, comprendente bar, ristorante, mini-club, discoteca e piano bar, oltre a tutte le strutture e le attrezzature riconducibili al complesso.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l'area sarebbe stata occupata arbitrariamente, poiché l'affidamento delle attività dell'intero stabilimento attraverso un contratto di affitto di ramo d'azienda sarebbe avvenuto in assenza di un valido ed efficace titolo concessorio.
L'operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola, guidata dal Procuratore Capo Domenico Fiordalisi, e si inserisce nell'attività di vigilanza finalizzata alla tutela del demanio marittimo e al contrasto delle occupazioni abusive delle aree costiere.
Le autorità sottolineano come l'intervento confermi il costante impegno della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera nella salvaguardia del patrimonio pubblico e nel controllo della corretta gestione delle concessioni demaniali.
Come previsto dalla legge, resta fermo il principio della presunzione di innocenza: eventuali responsabilità delle persone coinvolte saranno accertate solo con una sentenza definitiva di condanna.