Sempre meno pediatri in Calabria, carichi in aumento e assistenza a rischio
Carenza di specialisti e pensionamenti in crescita, il sistema pediatrico regionale sotto pressione, con territori vicini ai limiti di copertura
Calabria - In Italia il sistema dell’assistenza pediatrica mostra segnali di crescente difficoltà, con una carenza stimata di almeno 497 pediatri di libera scelta (PLS) e un ricambio generazionale sempre più incerto. Il problema, secondo i dati del Ministero della Salute e della Fondazione GIMBE, è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni con oltre 1.547 pensionamenti entro il 2029. Se a livello nazionale le criticità si concentrano soprattutto in alcune regioni del Nord, la Calabria presenta comunque elementi di fragilità strutturale che rischiano di incidere sull’equità dell’assistenza pediatrica.
Calabria tra carichi elevati e copertura non uniforme
Nel territorio calabrese il rapporto tra pediatri e assistiti resta vicino ai limiti fissati dall’Accordo Collettivo Nazionale, che prevede un massimo ottimale di 1 pediatra ogni 850 bambini. Tuttavia, in diverse aree della regione il numero medio di assistiti per pediatra arriva a circa 919 bambini, superiore alla media nazionale.
Un dato che evidenzia una pressione costante sui professionisti, anche se ancora sotto la soglia massima di 1.000 assistiti prevista in assenza di deroghe.
Più critica la situazione della copertura: in Calabria si stima che circa il 77,1% dei minori tra 6 e 13 anni sia seguito da un pediatra di libera scelta, contro una media nazionale dell’82,9%, segnale di una maggiore transizione verso i medici di medicina generale o di difficoltà nell’accesso al servizio.
Pensionamenti e futuro incerto
Come nel resto del Paese, anche in Calabria il tema centrale resta il ricambio generazionale. Nei prossimi anni una quota significativa di pediatri raggiungerà l’età pensionabile, mentre non è possibile stimare con certezza quanti giovani specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia rispetto all’attività ospedaliera. Secondo le stime nazionali, il sistema formativo ha aumentato le borse di specializzazione in pediatria, ma questo non garantisce automaticamente la copertura dei territori.
Un equilibrio sempre più fragile
Il quadro che emerge è quello di un sistema sotto tensione: da un lato il calo delle nascite riduce progressivamente il bacino degli assistiti, dall’altro aumentano pensionamenti e difficoltà organizzative che rischiano di lasciare scoperti interi ambiti territoriali. In Calabria, dove il rapporto tra domanda e offerta è già vicino ai limiti, la sfida sarà garantire continuità assistenziale ai minori e ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso al pediatra di famiglia.