Scutellà interroga la Regione: “Anatomia Patologica di Corigliano-Rossano a rischio"

La preoccupazione è che tali scelte possano avere ricadute dirette sui tempi e sulla qualità delle diagnosi, in particolare in ambito oncologico, con effetti concreti sulla presa in carico dei pazienti

A cura di Redazione
13 febbraio 2026 18:30
Scutellà interroga la Regione: “Anatomia Patologica di Corigliano-Rossano a rischio" -
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Corigliano-Rossano - È stata depositata un’interrogazione a risposta scritta al Presidente della Giunta regionale in merito alla riorganizzazione dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica dello Spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano.

L’atto nasce in seguito a numerose notizie di stampa e l'allarme lanciato da amministratori e medici sul possibile depotenziamento delle funzioni di un reparto strategico per l’operatività dell’intero presidio ospedaliero. La preoccupazione è che tali scelte possano avere ricadute dirette sui tempi e sulla qualità delle diagnosi, in particolare in ambito oncologico, con effetti concreti sulla presa in carico dei pazienti.

L’interrogazione – spiega la consigliera Scutellà – nasce dalla necessità di fare chiarezza sugli atti amministrativi adottati o in corso di adozione, sulle motivazioni che li sostengono e sulle conseguenze per i cittadini e per il diritto alla salute, e di promuovere iniziative volte a garantire il mantenimento e l’operatività della U.O.di Anatomia Patologica.

È paradossale che, mentre si parla di ultimazione dei lavori per il nuovo ospedale della Sibaritide, con l’attuale e sciagurata linea di Governo regionale si rischi di far nascere una struttura già “vuota”, priva delle funzioni essenziali e dei servizi strategici necessari per garantire un’effettiva operatività. Non basta costruire un edificio: serve un progetto sanitario credibile e una rete ospedaliera fruibile, efficace e coerente.

«In un territorio già fortemente penalizzato sul piano dell’offerta sanitaria – sottolinea Scutellà – è indispensabile che ogni riorganizzazione sia trasparente, formalizzata e orientata esclusivamente alla tutela dei LEA. La sanità pubblica non può essere gestita con annunci o rassicurazioni generiche, ma attraverso atti chiari e verificabili».

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