Scuole superiori, a Crotone la prima campanella suona tra vecchi problemi
Le criticità sono note e segnalate alla Provincia: tra infiltrazioni, lavori e carenza di spazi, il nuovo anno riparte con i problemi di sempre
Crotone - Il conto alla rovescia per il ritorno tra i banchi è ormai iniziato. In Calabria la prima campanella è fissata per il 15 settembre, anche se diversi istituti hanno scelto di anticipare l’avvio delle lezioni al 14. I dirigenti scolastici sono già al lavoro per organizzare il nuovo anno e garantire agli studenti una ripartenza ordinata. Ma, ancora una volta, insieme alla programmazione e alle aspettative tornano anche i problemi, soprattutto quelli legati agli edifici e agli spazi a disposizione delle scuole.
A Crotone, in particolare, quella delle scuole secondarie di secondo grado sembra essere una storia senza fine. Le criticità vengono segnalate da tempo alla Provincia, ente di riferimento, spesso con largo anticipo, ma in diversi casi continuano a rimanere sul tavolo. E così, ogni settembre, il copione si riepte. Le scuole sono pronte a fare la propria parte, i dirigenti sono impegnati a trovare soluzioni, i docenti preparati e gli studenti sono desiderosi di tornare in aula, ma con strutture che continuano a presentare problemi.
Da Donegani al Barlacchi, le criticità degli istituti
Il caso del Donegani, lo storico Chimico, è emblematico. L’istituto necessita di interventi straordinari e la dirigente ha più volte segnalato le condizioni dell’edificio, alle prese con infiltrazioni d’acqua e problematiche che riguardano anche i servizi igienici. Sono situazioni che non possono essere considerate semplici inconvenienti, soprattutto quando si parla di luoghi destinati quotidianamente a centinaia di ragazzi e lavoratori.
Al Ciliberto, sede dell’istituto nautico, iniziano invece a emergere nuove criticità di carattere strutturale. Particolarmente delicata la situazione nell’area interrata, dove l’umidità sta deteriorando i pilastri. Un problema che merita attenzione e che, proprio per la sua natura, non dovrebbe essere affrontato quando l’emergenza è ormai diventata evidente.
Stesso copione all’Ipsia Barlacchi, dove la situazione è ormai nota da mesi. Dall’ottobre dello scorso anno alcuni locali sono inagibili e ben 25 classi sono state ricollocate per consentire di proseguire regolarmente l’attività didattica. La scuola, nonostante le difficoltà, ha continuato a garantire le lezioni, ma i lavori sono ancora in corso e la conclusione degli interventi non sembra imminente.
C’è poi il Filolao, alle prese con un problema diverso ma altrettanto concreto: la carenza di spazi. Al liceo servirebbero almeno sette aule in più per poter organizzare al meglio l’attività didattica. Anche qui, inoltre, l’edificio necessita di interventi. La dirigente è stata costretta a interdire un’area proprio per tutelare la sicurezza degli alunni. E al Gravina resta sullo sfondo l’attesa per il nuovo istituto, una struttura che dovrebbe rappresentare una risposta alle esigenze della scuola e dei suoi studenti.
Scuole pronte, ma servono strutture adeguate
Gli istituti crotonesi lavorano, e lo fanno bene ma la buona volontà di chi vive quotidianamente la scuola non può essere l’unica risposta a problemi strutturali e carenze di spazi. La scuola, del resto, non è soltanto ciò che accade dentro un’aula. È anche l’edificio che accoglie gli studenti, i laboratori nei quali imparano, i corridoi che attraversano ogni mattina, i servizi che utilizzano e gli ambienti nei quali trascorrono gran parte della loro giornata.
Per questo le segnalazioni fatte negli anni dagli istituti alla Provincia meritano risposte concrete e tempi certi. Non si può arrivare ogni volta a settembre a fare i conti con le stesse criticità, sperando che la situazione possa essere gestita ancora una volta grazie alla capacità di adattamento delle scuole. Crotone ha scuole che lavorano bene e studenti che meritano di studiare in luoghi sicuri e dignitosi e consoni alla loro crescita. La prima campanella è vicina: ora servono risposte.