Savelli riscopre il suo canto di fine anno tra tradizione e comunità

La Pro Loco rilancia la storica “strina” in chiave contemporanea, coinvolgendo associazioni e commercianti del borgo silano

A cura di Redazione
02 gennaio 2026 16:00
Savelli riscopre il suo canto di fine anno tra tradizione e comunità -
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Savelli - Savelli riscopre una delle sue tradizioni più autentiche e la rilancia in chiave contemporanea. Nel pomeriggio del 30 dicembre, il piccolo borgo silano è tornato a riempirsi di voci, musica e convivialità grazie a “Ma ha a strina”, l’iniziativa che ha riportato in vita l’antico canto augurale della strina, simbolo di comunità e condivisione. Un tempo erano i suonatori a muoversi di casa in casa, accolti dai savellesi con cibo tipico e buon vino come segno di buon auspicio per l’anno nuovo. Oggi quello stesso spirito rivive in una formula rinnovata, ma fedele alle proprie radici.

A promuovere l’evento è stata la Pro Loco Savelli, in sinergia con Misericordia, Protezione Civile, centro Sai e con il coordinamento di Davide Rotundo, dando vita a una vera e propria strina 2.0. Il gruppo di suonatori e partecipanti ha attraversato il paese seguendo un percorso prestabilito: partenza da via Marconi, passaggio lungo via Roma e arrivo in piazza Precone. Qui, davanti alla tradizionale hocara, il momento musicale si è trasformato in una degustazione collettiva di piatti tipici savellesi, offerti dagli organizzatori e condivisi in un clima di festa e partecipazione. Fondamentale il coinvolgimento delle attività commerciali del borgo, che hanno accolto i canti itineranti donando i propri prodotti, rinnovando un gesto antico e simbolico.

«È stata un’iniziativa capace di scaldare il cuore dei residenti e dei savellesi emigrati – sottolineano il volontario Damiano Iozzi e il coordinatore Davide Rotundo – e che dimostra come la collaborazione tra associazioni rappresenti una scelta vincente per i piccoli centri». Soddisfazione anche da parte dei commercianti. «Siamo stati felici di aver ricevuto i suonatori – racconta Giuseppina Gentile, titolare dell’omonima macelleria – perché è un modo concreto per dimostrare che crediamo nelle iniziative locali e le sosteniamo, anche attraverso piccoli gesti». “Ma ha a strina” si è così confermata non solo come recupero di una tradizione popolare, ma come occasione di valorizzazione del tessuto sociale ed economico di Savelli. Un evento capace di unire passato e presente, rafforzando il senso di appartenenza e dimostrando che, anche nei piccoli borghi, la comunità resta il motore più forte del cambiamento.

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