Sanità, idonei ASP Cosenza: «Liste d'attesa record e cure negate per la riabilitazione»
Il Comitato Fisioterapisti denuncia: «Tromboni e dati parziali di Azienda Zero coprono una realtà drammatica. Malati fragili abbandonati o spinti verso il privato, mentre ci sono professionisti pronti nelle graduatorie»
COSENZA – I recenti trionfalismi diffusi a mezzo stampa, che celebrano il report della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa dipingendo una Calabria "da record", incassano la durissima presa di posizione dei professionisti del settore. Il Comitato Fisioterapisti Idonei ASP Cosenza ha espresso profondo stupore e totale dissenso di fronte alle dichiarazioni del direttore generale di Azienda Zero, il quale ha esaltato il posizionamento della regione nella "parte alta della classifica nazionale", attribuendo il merito a nuovi modelli organizzativi e sistemi digitali.
Secondo il Comitato, si tratta di "proclami fuorvianti e parziali", una vera e propria operazione di facciata. I miglioramenti sbandierati sarebbero infatti circoscritti solo alle prime visite e agli esami diagnostici, mentre dietro la narrazione rassicurante e i ringraziamenti istituzionali si celerebbe un’emergenza riabilitativa drammatica che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie nella provincia cosentina e nell'intera regione.
Diritti calpestati e tempi d'attesa biblici
La denuncia del Comitato Fisioterapisti punta il dito contro la sistematica violazione del diritto alle cure per i pazienti più fragili. Chi è affetto da patologie croniche, neurologiche o post-traumatiche e necessita di percorsi riabilitativi attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, si scontra oggi con tempi di attesa che variano dai 6 ai 12 mesi. Un muro insormontabile che, a detta dei professionisti, viene totalmente ignorato dai sistemi di monitoraggio elogiati dai vertici regionali.
I ritardi hanno conseguenze devastanti: l’assenza di interventi tempestivi cronicizza il dolore e aggrava le disabilità motorie, costringendo chi ha le disponibilità economiche a svenarsi ricorrendo a cure a pagamento, e spingendo le fasce sociali più deboli a rinunciare del tutto alla terapia.
Il paradosso delle graduatorie bloccate
La radice del disservizio risiede nella gravissima e cronica carenza di fisioterapisti all'interno delle strutture pubbliche e sul territorio. Un vuoto organico che, denuncia il Comitato, rappresenta un paradosso intollerabile: le soluzioni, infatti, sarebbero già a disposizione delle Aziende Sanitarie. Esistono graduatorie di concorso pubbliche in corso di validità, composte da professionisti idonei e pronti a prendere servizio immediatamente.
Anziché attingere a queste risorse per potenziare gli organici, abbattere le liste d'attesa e garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), i reparti vengono lasciati sguarniti. Un'inerzia amministrativa che, secondo l'accusa, favorisce di fatto il privato convenzionato e le strutture a pagamento, trasformando il diritto alla salute in un business e svuotando la sanità pubblica delle sue competenze.
L'appello alla politica: «Basta illusioni statistiche»
Il Comitato rifiuta categoricamente la distinzione tra prestazioni di "serie A" – da esibire nei report nazionali per scalare le classifiche – e terapie riabilitative di "serie B", di fatto appaltate al privato.
L'istanza finale è un appello diretto e pubblico al Presidente della Regione e Commissario ad acta, ai vertici di Azienda Zero e alla Direzione Generale dell'ASP di Cosenza: interrompere la diffusione di "illusioni statistiche" e procedere immediatamente allo scorrimento delle graduatorie attive. L'obiettivo richiesto è l'assunzione immediata dei fisioterapisti idonei per colmare i vuoti negli ospedali, nei poliambulatori e nell'assistenza domiciliare, difendendo con i fatti la sanità pubblica e il diritto alla cura dei cittadini calabresi.