Sanità, Bruno: “Ospedale di Comunità senza personale, così si svuotano i servizi”
Il consigliere regionale di Tridico Presidente denuncia carenze croniche a Chiaravalle: radiologia, consultorio e SerD in difficoltà
Catanzaro – «Si annuncia l’Ospedale di Comunità di Chiaravalle Centrale, ma continuano a mancare risposte sulle gravi carenze di personale che da anni stanno indebolendo i servizi sanitari del territorio». È quanto sostiene il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, dopo la delibera con cui l’Asp di Catanzaro ha formalizzato la trasformazione della Casa della Salute di Chiaravalle in Ospedale di Comunità.
Secondo Bruno, il vero nodo resta quello delle risorse umane. «Si continua a parlare di nuove strutture, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, ma senza affrontare il problema della progressiva riduzione del personale e della mancata sostituzione di medici e operatori andati in pensione. Ho presentato interrogazioni e richieste di chiarimento su criticità precise, ma finora non sono arrivate risposte puntuali».
Il consigliere regionale richiama poi la situazione del Punto di Primo Intervento, che considera emblematica di una difficoltà più ampia. «Il trasferimento di un medico ad altri servizi è solo l’ultimo episodio di un processo che va avanti da anni. Con appena due medici rimasti sarà sempre più complicato garantire i turni. Anche il ricorso a professionisti in pensione può rappresentare soltanto una soluzione temporanea e non strutturale».
Bruno elenca quindi una serie di problematiche che interessano la struttura sanitaria di Chiaravalle Centrale. «La radiologia lavora da quattro anni con un solo tecnico in servizio. Il Punto unico di accesso dispone di una sola unità di personale. Il consultorio è privo del ginecologo da circa otto mesi e non è stato ancora individuato un sostituto. Anche il SerD ha subito un progressivo ridimensionamento a causa dei pensionamenti non rimpiazzati. Ogni volta che un dirigente, un medico o un operatore lascia il servizio, l’offerta sanitaria si indebolisce».
Per il capogruppo di Tridico Presidente, il rischio è che il dibattito sulle nuove strutture finisca per distogliere l’attenzione dai problemi concreti. «La Casa della Salute dispone già da anni di un proprio percorso di sviluppo sostenuto da una convenzione tra i Comuni del comprensorio e la Regione Calabria. Per questo è legittimo chiedersi quale sia il reale valore aggiunto di queste trasformazioni organizzative se non si affronta il tema del personale. Le strutture possono cambiare nome, ma senza professionisti adeguati non migliorano i servizi».
Bruno punta infine il dito contro quella che definisce una mancanza di programmazione. «I piani del fabbisogno dovrebbero consentire di prevedere pensionamenti e sostituzioni. Invece gli specialisti che lasciano il servizio non vengono rimpiazzati con tempestività, le liste d’attesa continuano a crescere e in molti casi superano ormai l’anno anche per prestazioni importanti».
«Il rischio – conclude – riguarda non solo Chiaravalle ma numerose realtà territoriali della Calabria: avere edifici nuovi e investimenti infrastrutturali senza il personale necessario per farli funzionare. In altre parole, strutture sanitarie senza contenuti. È questa la vera emergenza che devono affrontare la Regione e le aziende sanitarie».