Sanità a Crotone, Graziano: «Emodinamica attiva, ora rafforziamo i servizi territoriali»

Il direttore generale dell’Asp ha illustrato i risultati raggiunti nell’assemblea dei sindaci in Comune. Sull’ospedale nuovo parla di risorse da 300 milioni di euro, mentre la medicina nucleare resta un obiettivo a medio termine

A cura di Redazione
13 ottobre 2026 20:45
Sanità a Crotone, Graziano: «Emodinamica attiva, ora rafforziamo i servizi territoriali» - Foto: Redazione
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Emodinamica, Case della Comunità, medicina nucleare e nuovo ospedale. Sono alcuni dei temi affrontati da Antonio Graziano, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, intervenuto oggi nell’assemblea dei sindaci che si è svolta in Comune. Nel confronto con gli amministratori locali, il manager ha rivendicato i primi risultati raggiunti nei sei mesi alla guida dell’Asp, riconoscendo al tempo stesso la necessità di proseguire il lavoro per migliorare l’assistenza sanitaria sul territorio.

«Sono soddisfatto perché in pochi mesi siamo riusciti a realizzare un servizio salvavita come l’emodinamica, a riorganizzare un po’ i servizi territoriali e a portare a casa quattro Case della Salute, strutture di prossimità previste dal DM 77», ha dichiarato Graziano, richiamando le risorse del Pnrr destinate al potenziamento dell’assistenza territoriale.

Il direttore generale ha sottolineato anche l’importanza delle nuove assunzioni e del rafforzamento delle équipe che opereranno nelle strutture di prossimità. «Abbiamo avuto risorse da parte della Regione per assumere infermieri, soprattutto Oss, assistenti sociali e, grazie al presidente Occhiuto, anche lo psicologo, che sarà presente nella Casa della Comunità per intercettare quei disagi giovanili prima che si trasformino in tragedie».

Il nuovo ospedale e i 300 milioni di euro

Uno dei passaggi più attesi del confronto ha riguardato il progetto del nuovo ospedale di Crotone, sul quale i cittadini chiedono da tempo indicazioni più precise. Interpellato sull’ipotesi di uno stanziamento da 300 milioni di euro, Graziano ha chiarito di non avere approfondito direttamente la questione.

«So che ci sono questi fondi, si parla di 300 milioni di euro, però non ho approfondito questo aspetto perché riguarda più che altro la politica regionale e non è di mia diretta competenza», ha spiegato.

Il direttore generale ha comunque evidenziato i limiti dell’attuale struttura ospedaliera, legati all’età dell’edificio e agli spazi disponibili. «Se ci fosse un nuovo ospedale, come quello che è nato nella Sibaritide, risolveremmo molti problemi. Questo è un ospedale datato, stiamo cercando di renderlo più attrattivo e confortevole, però ha i suoi anni e in alcune parti necessiterebbe di un intervento molto più sostanziale».

Secondo Graziano, intervenire su una struttura esistente non sempre consente di ottenere i risultati desiderati, soprattutto quando gli spazi non rispondono più alle esigenze organizzative e assistenziali attuali. Un ospedale progettato da zero, invece, potrebbe essere organizzato sulla base dei bisogni sanitari di oggi.

Il manager ha però insistito sul fatto che la qualità delle cure rimane centrale: «I cittadini vogliono la qualità delle cure. L’ambiente, se è confortevole, è meglio, ma se l’ambiente è confortevole e non c’è un servizio valido, credo che si faccia ben poca cosa».

Medicina nucleare, riapertura a medio termine

Tra le questioni ancora aperte c’è la medicina nucleare, servizio chiuso da anni e la cui riattivazione continua a essere attesa. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Graziano ha confermato che esiste un progetto per il ripristino dell’attività, precisando che non si tratta di un intervento immediato.

«C’è un progetto, ci vorrà un po’ di tempo, ma rientra in un programma a medio termine per aprire la medicina nucleare», ha dichiarato.

Il direttore generale ha ricordato che il servizio era stato chiuso perché, all’epoca, non sussistevano condizioni di sicurezza sufficienti per mantenerlo operativo. Di fronte al richiamo ai sette anni trascorsi dalla chiusura, ha ribadito la necessità di affrontare le criticità attraverso una programmazione complessiva.

Graziano ha ricordato che anche per l’emodinamica sono trascorsi molti anni prima di arrivare all’attivazione, sottolineando di essere alla guida dell’Asp crotonese da appena sei mesi.

Emodinamica e mobilità passiva, i primi risultati

Un altro punto affrontato riguarda la mobilità sanitaria passiva, cioè le prestazioni che i cittadini sono costretti a effettuare fuori dal territorio di riferimento. Secondo Graziano, l’attivazione dell’emodinamica sta già producendo effetti sulla capacità dell’Asp di rispondere alle richieste assistenziali.

«Spendevamo tanti soldi anche per le stesse procedure di emodinamica che mandavamo all’ospedale, soprattutto a quello di Catanzaro. Oggi, con questa nuova organizzazione, c’è un’inversione di tendenza», ha affermato.

Il direttore generale ha riferito che sono state realizzate oltre 200 procedure e che tra i pazienti ci sono anche persone provenienti da fuori ambito territoriale. Un risultato che, secondo il manager, può tradursi in un incremento dell’attività sanitaria attratta dall’esterno, con ricadute positive per l’Azienda.

L’obiettivo dichiarato è continuare a ridurre gli spostamenti dei pazienti verso altre strutture, migliorando la disponibilità delle prestazioni direttamente a Crotone.

«Rafforzare il territorio e i servizi in ospedale»

Nel tracciare le priorità per i prossimi mesi, Graziano ha indicato il potenziamento della medicina territoriale, la piena fruibilità delle strutture di prossimità e il rafforzamento delle dotazioni tecnologiche dell’ospedale.

«Il mio progetto adesso è quello di rafforzare la medicina territoriale, rendere finalmente fruibili le Case della Salute, rafforzare il parco tecnologico che c’è in ospedale e implementare i servizi per dare più assistenza ai pazienti e limitare la mobilità passiva interregionale», ha concluso.

Assemblea dei sindaci Asp - Foto Redazione 13.10.2026
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