IL RICORDO

Roseto Capo Spulico ricorda Pasquale Munno, il bersagliere che rifiutò di combattere con i tedeschi

Il 4 novembre alle ore 11 la commemorazione del militare internato durante la Seconda Guerra Mondiale. La figlia Pina ha ricevuto la Medaglia d’Onore alla memoria: «Un profondo motivo di orgoglio»

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 13:30
Roseto Capo Spulico ricorda Pasquale Munno, il bersagliere che rifiutò di combattere con i tedeschi - Foto Uff Stampa Comune di Roseto Capo Spulico
Foto Uff Stampa Comune di Roseto Capo Spulico
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ROSETO CAPO SPULICO - Una scelta di fedeltà alla Patria, compiuta anche a costo di prolungare la propria prigionia, sarà al centro della commemorazione in programma mercoledì 4 novembre a Roseto Capo Spulico, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. La comunità renderà omaggio a Pasquale Munno, bersagliere internato nei campi tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, insignito della Medaglia d’Onore conferita dal Presidente della Repubblica.

Le celebrazioni inizieranno alle ore 11 con un corteo diretto al monumento ai Caduti in guerra, in via Bastione. Parteciperanno il sindaco Giovanni Pugliese, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e le autorità civili e militari. Nel corso della mattinata, con l’impegno dell’assessora alla Cultura Sabrina Franco, si svolgerà una cerimonia commemorativa dedicata al concittadino. Saranno presenti anche le scolaresche, coinvolte in un momento di riflessione sui valori della libertà, della pace e della memoria storica.

Nato a Roseto Capo Spulico il 22 dicembre 1923 e morto a Rocca Imperiale il 27 aprile 1987, Munno prestò servizio militare nel 6° Reggimento Bersaglieri, 14ª Compagnia, a Bologna. Il 9 settembre 1943, all’indomani dell’armistizio, fu catturato dai tedeschi e fatto prigioniero. La sua detenzione proseguì fino alla fine della guerra: soltanto il 4 agosto 1945 riuscì a rientrare in Italia, dopo quasi due anni di privazioni e sofferenze.

Di quell’esperienza parlò raramente. Uomo semplice e riservato, preferì custodire nel silenzio i ricordi della prigionia, lasciando ai familiari soltanto pochi racconti. Tra questi, uno in particolare è rimasto impresso nella memoria della figlia Pina Munno.

«Durante la prigionia i tedeschi gli proposero di tornare libero in Italia a condizione di combattere al loro fianco. Mio padre rifiutò, perché non avrebbe mai voluto tradire la sua Patria», racconta la figlia.

Un rifiuto che rappresenta il tratto più significativo della sua vicenda: la volontà di restare fedele ai propri principi anche quando accettare la proposta avrebbe potuto significare riacquistare la libertà.

«Sulla dolorosa vicenda di mio padre, purtroppo, ho poche notizie relative al periodo della sua prigionia. Era una persona di poche parole e in famiglia ne parlò molto raramente. Quel periodo di dolore, sofferenza e soprusi subiti volle probabilmente cancellarlo e lasciarlo alle proprie spalle», ricorda Pina. «Mio padre era un uomo semplice e riservato, al quale bastavano una carezza e un bacio per essere felice».

La Medaglia d’Onore consegnata alla figlia

Il riconoscimento alla memoria di Pasquale Munno è stato consegnato il 21 settembre 2026 dal prefetto di Taranto alla figlia Pina, residente a Grottaglie, in provincia di Taranto. Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò.

La commemorazione del 4 novembre rappresenterà un ulteriore momento di riconoscimento nella terra natale del bersagliere, restituendo alla comunità la storia di un uomo che affrontò la prigionia senza rinunciare alla propria dignità.

«La Medaglia d’Onore conferita alla memoria di mio padre rappresenta per me e per tutta la nostra famiglia un dono prezioso e un profondo motivo di orgoglio, perché custodisce e rende onore alla memoria del suo sacrificio, della sua dignità e della sua fedeltà alla Patria», sottolinea Pina Munno.

Un ringraziamento è stato rivolto al presidente Pino Lo Fiego, dell’A.N.E.I. di Abano (Padova), e ai rappresentanti della delegazione: i professori Giuseppe Trebisacce ed Emilio Mormandi, insieme a Vincenzo Gerundino, per l’impegno nella conservazione e nella valorizzazione della memoria degli internati militari italiani.

La giornata del 4 novembre sarà quindi un’occasione per ricordare Pasquale Munno e quanti vissero la tragedia della prigionia durante il secondo conflitto mondiale, mantenendo saldi i propri ideali anche nelle circostanze più difficili.

«Ricordare il passato è un dovere; trasmetterne la memoria alle nuove generazioni è un atto di civiltà e di giustizia», conclude Pina Munno.

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