Rino Gaetano torna a Crotone: quella notte allo Scida
Il documentario di Giorgio Verdelli, trasmesso ieri sera su Rai 3, ha riportato al centro la storia del cantautore crotonese. E inevitabilmente il pensiero torna a quella sera del 23 agosto 1978, l’unico concerto di Rino nella sua città
C'è un luogo dove la storia di Rino Gaetano torna inevitabilmente a casa: Crotone. Ieri sera, su Rai 3, il documentario Rino Gaetano – Sempre più blu, diretto da Giorgio Verdelli (QUI la nostra intervista), ha riportato davanti al grande pubblico la figura di uno dei cantautori più originali e irripetibili della musica italiana. Non un semplice biopic, ma un viaggio attraverso la sua vita e la sua musica, costruito attraverso materiali d'archivio, taccuini, testimonianze e le voci di chi lo ha conosciuto davvero.
Nel racconto entrano Anna Gaetano, il nipote Alessandro, ma anche musicisti e artisti che hanno condiviso con Rino un pezzo di strada o che ne hanno raccolto l'eredità: Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Ernesto Bassignano, fino alle generazioni successive rappresentate, tra gli altri, da Brunori Sas e Lucio Corsi.
E mentre scorrono le immagini e le parole raccontano il ragazzo diventato artista, per Crotone è quasi impossibile non tornare con la memoria a quella sera di 23 agosto 1978.
Quella notte allo Scida
Era l'estate del 1978. Rino Gaetano, reduce dalla straordinaria popolarità conquistata con Gianna a Sanremo, arrivò nella sua città natale per quello che viene ricordato come il suo unico concerto a Crotone.
Il palcoscenico era quello dello Stadio Ezio Scida. Una serata attesa, capace di richiamare non soltanto i crotonesi, ma anche tantissime persone che trascorrevano l'estate nei villaggi turistici e nelle località della provincia, pronte a raggiungere lo stadio per vedere dal vivo quel cantautore che aveva ormai conquistato l'Italia.
Lo Scida diventò così, per una notte, un grande luogo di musica e di incontro. Un pubblico arrivato da Crotone e dai centri vicini, dalle zone costiere e dai villaggi, si ritrovò davanti a quel ragazzo nato proprio in questa terra e diventato, nel giro di pochi anni, una delle voci più riconoscibili della canzone italiana.
La data del 23 agosto 1978 è documentata anche dalla presenza del manifesto originale del concerto, che indica lo Stadio Comunale Ezio Scida di Crotone come sede dell'esibizione.
Ma quella notte non fu soltanto musica. Fu anche l'inizio di un rapporto complicato tra Rino e la sua città, segnato da incomprensioni e contestazioni che negli anni sono diventate parte della memoria collettiva crotonese.
Un concerto rimasto nella memoria
A distanza di quasi mezzo secolo, quella serata continua a essere raccontata. Chi c'era ricorda l'attesa, lo stadio pieno, l'artista sul palco e un rapporto con il pubblico che non fu semplice.
Eppure il tempo ha cambiato tutto. Oggi Rino Gaetano è tornato pienamente a casa. Lo è attraverso le sue canzoni, attraverso le nuove generazioni che continuano a cantarlo, attraverso quello Ma il cielo è sempre più blu diventato patrimonio collettivo e attraverso una città che, negli anni, ha progressivamente riscoperto e rivendicato il legame con il proprio cantautore.
Anche il documentario di Verdelli parte da questo rapporto con le origini. Tommaso Labate, a bordo di una Fiat 128, attraversa la Calabria di Rino, riportando il racconto nei luoghi della sua formazione e della sua memoria.
E allora quella notte del 1978 assume oggi un significato ancora più grande.
Perché per Crotone non fu semplicemente un concerto. Fu l'unica volta in cui Rino Gaetano salì su un palco nella città dove era nato. Una sera d'estate allo Scida, con migliaia di persone arrivate anche dai villaggi e dalle località vicine, per ascoltare dal vivo quel ragazzo crotonese che aveva già iniziato a diventare leggenda.
Ieri sera, davanti alla televisione, quella storia è tornata a vivere.