Rino Gaetano, da Crotone alla prima serata Rai: il viaggio di Giorgio Verdelli
Il regista era stato all’Orto Tellini per “E io ci sto” con il documentario dedicato al cantautore crotonese. Questa sera “Rino Gaetano – Sempre più blu” arriva su Rai 3
Era passato da Crotone appena qualche settimana fa, portando con sé una storia che proprio da questa città aveva preso le mosse. Giorgio Verdelli, regista e autore del documentario “Rino Gaetano – Sempre più blu”, era stato protagonista di uno degli appuntamenti di “E io ci sto” (QUI il nostro servizio con l'intervista al regista) il festival che ha animato l’estate crotonese con cinema, incontri e cultura.
Quella serata aveva riportato al centro del dibattito la figura di Rino Gaetano, il cantautore nato a Crotone e diventato uno degli interpreti più originali della musica italiana. Ora il racconto di Verdelli fa un ulteriore passo: questa sera, mercoledì 9 settembre, alle 21.20, il documentario sarà trasmesso in prima tv su Rai 3.
Non è soltanto un viaggio nella discografia di Rino. Verdelli prova a ricostruire il personaggio partendo dall’uomo, dalla sua sensibilità e da quello sguardo ironico e disincantato con cui riusciva a raccontare l’Italia.
Nel documentario trovano spazio materiali d’archivio, documenti privati, testimonianze di familiari e amici, insieme a contributi di numerosi artisti che negli anni hanno riconosciuto l'importanza della sua eredità musicale. Tra loro Riccardo Cocciante, Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere, Danilo Rea e Shel Shapiro.
A raccontare Rino da una prospettiva familiare sono invece la sorella Anna Gaetano e il nipote Alessandro, figure importanti per ricostruire non soltanto il successo pubblico, ma anche la dimensione più privata del cantautore.
E poi c’è la Calabria.
È qui che il documentario assume un significato particolare per Crotone. Il viaggio di Tommaso Labate nei luoghi legati a Rino riporta alla luce quelle radici meridionali che hanno accompagnato il cantautore per tutta la sua breve vita e che sono rimaste dentro alcune delle sue canzoni più conosciute.
Da “Aida” a “Mio fratello è figlio unico”, da “Gianna” a “Nuntereggae più”, passando per “Berta filava”, “Ahi Maria” e “Ad esempio a me piace… il Sud”: brani che continuano a essere ascoltati, cantati e riletti anche da generazioni che Rino Gaetano non hanno mai potuto conoscerlo personalmente.
Il documentario arriva inoltre a cinquant’anni da “Ma il cielo è sempre più blu”, una delle canzoni che più di ogni altra ha contribuito a trasformare il cantautore crotonese in un simbolo della musica italiana.
Verdelli aveva scelto proprio Crotone per parlare di questo lavoro, davanti al pubblico di “E io ci sto”. Una scelta tutt’altro che casuale: raccontare Rino partendo dai luoghi delle sue origini significa infatti provare a restituire alla sua storia una dimensione che va oltre il successo, oltre il personaggio e oltre il mito costruito dopo la sua morte.
Rino Gaetano morì nel 1981, a soli trent’anni. A distanza di quarantacinque anni, però, le sue parole continuano a trovare spazio nel presente.
E questa sera, dalla città che gli diede i natali, il suo viaggio arriva ancora una volta nelle case degli italiani.