Riforma giustizia: Crotone rischia una "agonia prolungata" senza risorse

Salvatore Rocca, Presidente della Camera Nazionale Avvocati per la famiglia, i minorenni e le persone: «L'effetto sarà devastante»

A cura di Redazione
02 gennaio 2026 15:30
Riforma giustizia: Crotone rischia una "agonia prolungata" senza risorse - tribunale di crotone redazione
tribunale di crotone redazione
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Crotone - Oggi il Giudice di Pace di Crotone opera con soli tre magistrati in servizio su otto previsti in organico. Questo dato, da solo, basta a spiegare l'accumulo patologico di arretrati e l'impossibilità di garantire tempi rapidi nella definizione dei procedimenti. Le cause civili e i procedimenti, che dovrebbero rappresentare la "giustizia di prossimità", si trascinano spesso per sei o addirittura sette anni prima di arrivare a sentenza, snaturando completamente la funzione stessa dell'ufficio.

Nonostante l'encomiabile impegno del personale amministrativo e dei pochi magistrati ancora in servizio, il carico di lavoro è ormai sproporzionato e insostenibile. Il sistema sta resistendo solo grazie alla dedizione di pochi, ma è ormai evidente che questa situazione non può andare avanti senza un intervento strutturale.

Il vero timore, condiviso dall'intera Avvocatura crotonese, riguarda ciò che accadrà dal 1° novembre 2026, quando, salvo ulteriori rinvii, entrerà a regime l'ampliamento delle competenze del Giudice di Pace. Le nuove disposizioni prevedono che il Giudice di Pace si occupi di cause civili mobiliari fino a 30.000 euro e di sinistri stradali fino a 50.000 euro. Tuttavia, se non verrà effettuato un rafforzamento immediato e reale degli organici, e senza una stabilizzazione effettiva della magistratura onoraria, l'effetto sarà devastante.

"Le udienze saranno fissate a distanza di anni, i procedimenti rimarranno paralizzati, e cittadini e imprese saranno privati di una tutela rapida ed efficace", sottolinea l'Avv. Salvatore Rocca, Presidente della Camera Nazionale Avvocati per la famiglia, i minorenni e le persone di Crotone. Il rinvio previsto dal Milleproroghe rischia di trasformarsi in una "agonia prolungata", invece di rappresentare una vera occasione di rilancio per il sistema.

Il tempo dei rinvii è finito. Non si può continuare a galleggiare sull'emergenza. Per questo motivo, è indispensabile istituire immediatamente un tavolo istituzionale permanente che coinvolga tutte le parti interessate:

Questo tavolo dovrà essere un luogo di confronto serio e responsabile, dove monitorare lo stato dell’arretrato, sollecitare interventi ministeriali mirati, programmare risorse, personale e logistica, e difendere il diritto dei cittadini crotonesi a una giustizia effettiva e non solo proclamata.

Il Governo ha giustamente posto tra i suoi obiettivi la riduzione dei tempi della giustizia, nell’ambito del PNRR. Tuttavia, tali obiettivi non possono essere raggiunti ignorando realtà come quella di Crotone, dove il sistema regge solo grazie al senso del dovere di pochi magistrati e del personale. La giustizia "minore" non è una giustizia di serie B. Anzi, è spesso la prima e unica risposta per cittadini, famiglie e piccole imprese.

"Se la giustizia di prossimità non funziona, si crea una distorsione che danneggia gravemente l’intero sistema, privando i più vulnerabili di ogni possibilità di tutela", afferma in una nota l'Avv. Salvatore Rocca, Presidente della Camera Nazionale Avvocati per la famiglia, i minorenni e le persone di Crotone.

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