Rende - Konecta R, i Cobas: “La cassa integrazione non può diventare la normalità”

Il sindacato attacca Regione e azienda sulla gestione della vertenza: “Lavoratori e famiglie pagano il prezzo della crisi. Servono risposte sul piano industriale e sul futuro occupazionale”.

A cura di Redazione
08 ottobre 2026 20:30
Rende - Konecta R, i Cobas: “La cassa integrazione non può diventare la normalità” - Foto: Redazione
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Rende - Il lavoro nobilita l'uomo, ma se la cassa integrazione è il nuovo lavoro (sempre più povero), l’unica solu- zione in una crisi, allora vuol dire che il settore privato non è più in grado di garantire occupazione.

Come Cobas Konecta R abbiamo sollecitato incontro in Regione già dai primi di settembre 2026, ma nono- stante le “rassicurazioni estive" dell'assessore Calabrese, di ritrovarci per aggiornamenti nei primi del mese, ha preferito escludere dal tavolo sindacale la nostra organizzazione. Non pretendevamo neppure la convo- cazione unitaria con i confederali. A luglio siamo stati ricevuti separatamente.

Ma forse meglio così. Visto il comunicato dei confederali, che per l'ennesima volta si sono appiattiti alla po- litica, avremmo forse avuto reazioni scomposte di fronte al NULLA.

LA POLITICA CALABRESE accettando il rinnovo della CIGS, in attesa di “una soluzione” di cui purtroppo mancano le proposte, prendendo tempo dopo aver preso tempo, PERDE in credibilità e fiducia.

E A PAGARNE LE CONSEGUENZE SONO SEMPRE I LAVORATORI, LE LAVORATRICI E LE LORO FAMIGLIE.

Nessuna menzione fatta per i colleghi a tempo determinato, senza lavoro già da maggio, presi in giro e abbandonati da tutte le parti in causa. Anche per loro sono stati disattesi accordi MINISTERIALI.

Si parla solo di rinnovo della Cassa integrazione che da Gennaio 2027 potrà essere al 100%, visto che il lavo- ro è finito, ma di questo, nei comunicati, non si fa menzione. E ci chiediamo: verrà anticipata dall'azienda?

Un progetto, se così vogliamo ancora chiamarlo, quello della dematerializzazione, fatto naufragare per as- senza di monitoraggio nonostante la cifra sborsata da tutti i cittadini: 30 milioni di euro di soldi pubblici!

La considerazione inevitabile è che la situazione Konecta R si è tradotta nel fallimento totale delle politi- che del lavoro della Regione Calabria.

Non era nemmeno immaginabile che dopo quasi due anni di CIGS in Abramo, ci saremmo ritrovati nuova- mente in CIGS con una delle aziende Leader del settore delle TLC.

Konecta, che nei comunicati non viene menzionata, è la principale artefice di questa crisi.

Ha accelerato i tempi, lavorato in modo approssimativo senza una programmazione che tutelasse il lavoro.

Ha preteso senza dare in cambio. E se oggi Konecta annuncia 1000 esuberi su base nazionale, oltre alle usci- te volontarie già avvenute per dimissioni e per incentivi all'esodo, vuol dire che non ha nessun piano indu- striale in mano. O forse il piano di rilancio è il taglio dei posti di lavoro?

E già! quel famoso piano industriale. Dove sta? Eppure a luglio nella nota congiunta dei confederali si scri- veva che l'azienda aveva inviato documentazione alla regione e al MIMIT. Invece, anche qui, il NULLA.

E invece di pretendere risposte da chi è stato scelto da Tim, corresponsabile in pieno di questa debacle, si punta il dito solo al MIMIT e alla Regione. Ogni parte in causa si assuma la sua bella fetta di responsabilità!

I famosi tavoli periodici di monitoraggio per la vertenza ex Abramo sono mai stati fatti? Sono mai stati con- vocati? Siamo stati parcheggiati in un'azienda che non ha sviluppato un progetto di digitalizzazione nono- stante i fondi pubblici stanziati, “traghettati” non verso un lavoro sicuro per noi, utile per la nostra regione, ma nuovamente verso la CIGS ormai panacea di tutti i mali. Parliamo di stipendi da fame.

Medie di 850€ per un part time 50%, comprensive delle 100€ di bonus. Oggi diventate 700 per una CIGS all'80%.
Domani 600€ per una al 100%.

Non c'è più da essere positivi. Tutta la vicenda si è rivelata un “grande bluff” per le nostre vite e il nostro futuro, e se insisteremo a credere in questo carrozzone continueremo ad ingannare noi stessi.

Nonostante la creazione ad hoc nel 2025 di società in House per lo sviluppo della digitalizzazione regionale, la nostra politica non intende avviare un processo d’internalizzazione a garanzia dei nostri posti di lavoro solo “per non creare precedenti”. Facciamo fatica a capire il senso della società in House. Allora è meglio dare soldi pubblici ai privati e poi finire in CIGS sempre a spese della collettività?

Cari colleghi e colleghe

è arrivato il momento di combattere per il nostro posto di lavoro, se davvero si tiene al lavoro.

Venerdi 16 Ottobre alle ore 16.00 ci ritroveremo nella nostra sede di Rende per confrontarci e decidere se alzare la testa e farci sentire come lavoratori e lavoratrici, come donne e uomini, come genitori, o se vo- gliamo continuare a voltarci dall'altra parte in attesa ... non si sa di cosa.

E’ finito il tempo del "Occhiuto ci ha messo la faccia, ci salverà" oppure "troppi soldi investiti, il progetto non fallirà".

E’ già tutto compromesso.

Il futuro è nelle nostre mani ora.

Uniti possiamo ancora dire la nostra o almeno provarci.

Diversamente, finita la CIGS che sarà prorogata, ma fino a quando non si sa, forse al 31/12/2027 (data di fine del progetto assegnato) la soluzione sarà un bel "grazie a tutti e tutte, potete andare in NASPI"

Cobas Konecta R Rende

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