Reggio Calabria, arresti domiciliari per appropriazione indebita: indagine delle fiamme gialle

Indagato avrebbe sottratto oltre 80mila euro a una persona fragile dopo un lutto familiare, decisiva l’inchiesta della Procura di Reggio Calabria

A cura di Redazione
25 marzo 2026 08:24
Reggio Calabria, arresti domiciliari per appropriazione indebita: indagine delle fiamme gialle  - Foto: Redazione
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Operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che, nei giorni scorsi, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un soggetto gravemente indiziato dei reati di appropriazione indebita, estorsione e minaccia. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, al termine di un’articolata attività investigativa condotta dal Gruppo locale delle Fiamme Gialle .

L’inchiesta prende avvio da una denuncia presentata nel marzo 2024 e successivamente integrata nel dicembre dello stesso anno. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la persona offesa, colpita dalla perdita di entrambi i genitori, si sarebbe trovata in una condizione di particolare vulnerabilità, circostanza che l’indagato avrebbe sfruttato per instaurare un rapporto fiduciario e appropriarsi di ingenti somme di denaro .

Determinante, in questa dinamica, il ruolo di una parente della vittima, alla quale quest’ultima si era rivolta per ricevere supporto nella gestione delle questioni patrimoniali. Sarebbe stata proprio la parente a presentare l’indagato come una persona affidabile, capace di offrire aiuto concreto. Una fiducia che, secondo le risultanze investigative, sarebbe stata tradita.

Le attività della Guardia di Finanza – basate su acquisizioni documentali e riscontri alle dichiarazioni della persona offesa – avrebbero evidenziato come l’indagato abbia convinto la vittima a vendere parte del proprio patrimonio immobiliare e diversi monili di famiglia, sostenendo che tali operazioni fossero necessarie per far fronte alle esigenze quotidiane .

In particolare, l’uomo avrebbe ottenuto una procura speciale per stipulare un contratto preliminare di vendita di un immobile e incassare l’anticipo versato dall’acquirente. Somma che, secondo gli investigatori, non sarebbe mai stata trasferita alla persona offesa: circa 60mila euro che l’indagato avrebbe trattenuto indebitamente. A seguito di ciò, la vittima avrebbe revocato l’autorizzazione alla stipula del contratto definitivo .

Ulteriori accertamenti hanno poi fatto emergere un secondo episodio: tra ottobre e dicembre 2023, l’indagato avrebbe indotto la persona offesa a vendere gioielli in oro e argento ereditati dalla madre presso un compro oro di Reggio Calabria, incassando oltre 22mila euro e consegnando alla vittima soltanto 530 euro in contanti .

Alla luce degli elementi raccolti, e in attesa delle successive verifiche nelle fasi processuali, l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Contestualmente, i finanzieri hanno eseguito anche un decreto di perquisizione domiciliare finalizzato a rafforzare il quadro probatorio nei confronti dell’indagato .

L’operazione si inserisce nell’ambito dell’attività di contrasto ai reati contro il patrimonio e alla tutela delle persone in condizioni di fragilità, con l’obiettivo di prevenire e reprimere condotte che sfruttano situazioni di particolare vulnerabilità personale ed economica.

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