Referendum, a Crotone il NO prevale: decisivi i piccoli comuni
Dal capoluogo ai centri della provincia il NO guida con il 53,95%: SÌ più forte nelle città ma non basta per ribaltare il risultato
Il dato che arriva dallo scrutinio del referendum sulla giustizia conferma una tendenza ormai chiara anche nel territorio della Crotone e della sua provincia, dove il NO risulta in vantaggio seguendo il trend nazionale.
A livello complessivo, con 52.963 sezioni scrutinate su 61.533, il NO è al 53,95% con 12.329.155 voti, mentre il SÌ si ferma al 46,05% con 10.524.377 preferenze. Un margine di circa otto punti percentuali che indirizza in modo netto l’esito.
In provincia di Crotone il NO appare più diffuso nei comuni medio-piccoli dell’entroterra e della fascia ionica, che pesano in maniera determinante nel risultato complessivo. Il SÌ riesce a mantenere un maggiore equilibrio nei centri più popolosi come Crotone città, Cirò Marina e Isola di Capo Rizzuto, ma non abbastanza per ribaltare il dato generale.
Ne emerge un territorio spaccato ma con una direzione chiara: il NO prevale grazie alla sua presenza capillare in tutta la provincia, mentre il SÌ resta competitivo senza però sfondare.
Affluenza
L’affluenza degli elettori ai seggi per il referendum confermativo della riforma della giustizia è del 42,63% nella provincia di Crotone e del 47,11% nella città capoluogo. I due comuni con maggiori votanti nel crotonese sono stati Caccuri e Cerenzia dove ha votato oltre il 50% degli elettori, mentre la maglia nera è Cirò superiore dove ha votato in pratica un solo elettore su tre (32,57%). La media di votanti in Calabria è stata del 48,38%, appena più alta della Sicilia (46,23%) ultima, mentre la media nazionale si attesta al 58,89%.