Quattro consiglieri di minoranza analizzano la città: “Crotone senza visione”
Cantafora, Meo, Pingitore e Prisma a confronto su lavoro, democrazia e ambiente. Cantafora annuncia: non mi ricandido
A Crotone ieri quattro consiglieri comunali, Anna Maria Cantafora, Fabrizio Meo, Iginio Pingitore e Cristian Prisma, hanno tenuto una conferenza stampa presso la sede della Nuova Scuola Pitagorica in vico Muncipio per tracciare un bilancio critico dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Voce, affrontando temi che spaziano dal lavoro allo sviluppo della città fino al funzionamento della democrazia locale, a poche settimane dalle elezioni amministrative. Tutti e quattro sono stati eletti nel 2020 nelle liste che appoggiavano l'attuale primo cittadino.
Ad aprire gli interventi è stata Anna Maria Cantafora, che nel corso dell’incontro ha anche annunciato la propria decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni comunali. La consigliera ha posto si è soffermata soprattutto sul problema dello spopolamento e sulla mancanza di opportunità lavorative.
“Senza lavoro le persone sono costrette ad andare via: la prima parola d’ordine deve essere lavoro, lavoro. Io capisco e non condanno le feste, ma le feste non portano sviluppo né occupazione stabile”, ha affermato.
Cantafora ha ricordato anche la vicenda della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che con il decreto del 28 gennaio 2020 indicava Crotone come sede principale per le province di Catanzaro e Crotone, sottolineando però come negli anni successivi quella scelta non abbia prodotto le ricadute attese sul territorio.
“Un ufficio prestigioso porta con sé professionalità, servizi e posti di lavoro. Ma oggi non abbiamo ancora visto risultati concreti”, ha aggiunto, citando anche il caso dell’Archivio di Stato, per il quale – nonostante sopralluoghi e ipotesi di sedi – non si registrerebbero sviluppi concreti.
Molto duro l’intervento del consigliere Fabrizio Meo, che ha parlato di un clima politico segnato da tensioni e da un funzionamento democratico che, a suo giudizio, negli anni si sarebbe progressivamente indebolito. “In questo Comune esistono organismi di rappresentanza democratica – il Consiglio, le commissioni, le consulte – che sulla carta dovrebbero garantire controllo e partecipazione. Nella pratica, però, spesso non vengono messi nelle condizioni di funzionare”, ha dichiarato.
Meo ha ricordato di essere stato coinvolto in vicende giudiziarie legate alle sue denunce politiche, spiegando che, nonostante le accuse, non sarebbero emerse responsabilità nei suoi confronti. “Sono stato querelato, coinvolto in procedimenti e chiamato a difendermi, ma alla fine non è accaduto nulla: nessuna delle denunce politiche che ho sollevato è stata davvero presa in carico come occasione di verifica seria”, ha affermato.
Il consigliere ha poi citato la vicenda del Palamilone, indicandola come uno degli esempi più evidenti delle criticità amministrative.
“Tutto nasce da una delibera con cui si chiedeva l’assegnazione provvisoria della struttura nonostante il parere negativo del dirigente. Il Consiglio ha aggiustato le motivazioni e votato comunque. Alla fine quella delibera è stata annullata e il Palamilone è rimasto chiuso, lasciato andare in rovina”, ha sostenuto.
Secondo Meo, anche gli strumenti di partecipazione previsti dallo statuto comunale sarebbero stati utilizzati in modo discontinuo. “Quando una maggioranza utilizza le regole non per garantire equilibrio ma per zittire le voci critiche, il problema non riguarda più solo la politica ma la qualità stessa della democrazia locale”, ha detto.
Nel suo intervento ha aggiunto una valutazione molto severa sull’esperienza amministrativa: “A mio avviso ci troviamo davanti a una delle peggiori amministrazioni che questa città abbia conosciuto”.
Il consigliere Iginio Pingitore ha invece concentrato il suo intervento sul rapporto tra politica e comunità, partendo dall’assenza di rappresentanti dell’amministrazione al confronto pubblico.
“Noi siamo servitori della gente o servitori degli equilibri di potere? Chi fa politica serve o si serve?”, ha domandato.
Pingitore ha parlato di una città che negli anni avrebbe perso partecipazione e fiducia nelle istituzioni. “Crotone è una città spenta, che non partecipa più e che non si riconosce nelle proprie istituzioni”, ha affermato.
Nel suo intervento ha poi richiamato il tema delle opere pubbliche e dei servizi essenziali, citando in particolare gli impianti sportivi e la piscina olimpionica. “Pensiamo agli impianti sportivi, pensiamo alle piscine: invece di essere luoghi di sport e salute sono diventati teatro di conflitti e contenziosi”, ha dichiarato.
Pingitore ha affrontato anche il nodo del sistema idrico cittadino, sottolineando le criticità delle infrastrutture: “Le tubature sono vecchie, si rompono spesso. Non è solo colpa dei gestori di turno: è il risultato di decenni di mancati investimenti”.
Il consigliere ha inoltre richiamato la questione ambientale e il tema del cosiddetto distretto energetico. “Non possiamo parlare di sviluppo se continuiamo ad accettare un distretto energetico selvaggio, con impianti e progetti che arrivano sul territorio senza una vera ricaduta per la comunità”, ha affermato.
Pingitore ha poi aggiunto: “Non serve una laurea per capire che c’è un problema ambientale, serve il coraggio politico di guardarlo in faccia”.
E ha concluso con un appello alla partecipazione civica: “Crotone non è proprietà di chi governa oggi. È un bene dei crotonesi e dei calabresi, e dobbiamo tornare a essere il sale di questa città, non il pubblico silenzioso di uno spettacolo già scritto”.
A chiudere la conferenza è stato il consigliere Cristian Prisma, che ha rivolto un appello al mondo politico locale in vista delle prossime elezioni.
“Trovo vergognoso che, a un mese e mezzo dal voto, si leggano ancora sui giornali ricostruzioni su chi sostiene Tizio o Caio in cambio di qualche promessa o sistemazione”, ha dichiarato.
Prisma ha invitato tutte le forze politiche a mantenere rispetto verso i cittadini: “Abbiate rispetto della cittadinanza che in questi anni ha sofferto e pagato sulla propria pelle le conseguenze di scelte sbagliate”.