Quarant’anni di solidarietà e speranza: il Centro Calabrese celebra la sua storia
"Quarant’anni non sono solo un traguardo: sono vite attraversate, cadute raccolte, ripartenze costruite insieme.", ha dichiarato il Sindaco Fiorita
Catanzaro - “Ci sono luoghi che non sono solo luoghi. Sono storie, volti, mani che si stringono quando tutto sembra perduto. Il Centro Calabrese di Solidarietà Ets è uno di questi. La porta stretta della periferia che spalanca il cuore all’accoglienza.
Quarant’anni non sono solo un traguardo: sono vite attraversate, cadute raccolte, ripartenze costruite insieme. Sono occhi che hanno ritrovato luce, passi incerti diventati cammino, speranze che hanno ricominciato a respirare.
Chi entra in questo luogo lo capisce subito: qui non si salva nessuno da solo. Qui si resta, si ascolta, si condivide. E, soprattutto, si impara a riconoscere la bellezza anche dove il mondo spesso smette di guardare.
C’è qualcosa di profondamente umano in tutto questo. Qualcosa che assomiglia a quell’immagine potente di un branco che protegge i suoi membri più fragili, stringendosi attorno a loro. È così che si costruisce una comunità vera: non lasciando indietro nessuno.
In questi quarant’anni il Centro non ha solo aiutato chi era in difficoltà. Ha insegnato a tutti noi cosa significa davvero prendersi cura. Ha ricordato che la speranza non è una parola astratta, ma un gesto quotidiano. Un ascolto. Una presenza. Una possibilità che si riapre.
E forse è proprio questo il dono più grande: aver cambiato non solo le vite di chi è stato accolto, ma anche di chi ha avuto la fortuna di incontrare questo luogo.
Auguri al Centro Calabrese di Solidarietà. Alla sua straordinaria presidente, Isolina Mantelli, che ha saputo raccogliere l’eredità pesante del suo predecessore, il nostro Don Mimmo, il “prete degli ultimi” che continua a vegliare sul Centro e sulla città. Agli operatori e ai volontari che quotidianamente lavorano per far funzionare una macchina complessa il cui motore resta il cuore grande di tutti. Agli uomini e alle donne che hanno scelto di ripartire da qui, stringendo quelle mani che sanno dare forza e coraggio.
Per quello che è stato, per quello che è, e per tutto quello che continuerà ad essere: una casa, una possibilità, una speranza che non si arrende mai.