Processo sul naufragio di Cutro rinviato: le ferite dei familiari restano aperte
Le parti civili sono 86 tra sopravvissuti, familiari delle vittime, Ong e associazioni. Denunciano promesse disattese e abbandono da parte delle istituzioni.
Il processo sul naufragio di Cutro, in cui persero la vita centinaia di migranti, è stato rinviato. Le parti civili, 86 tra sopravvissuti, familiari delle vittime, Ong e associazioni, restano in attesa di giustizia.
«È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste», hanno dichiarato familiari di vittime e superstiti in una lettera diffusa dal collettivo “Carovane Migranti” alla vigilia dell’avvio del processo. Nella missiva i familiari denunciano di essere stati dimenticati: «Passa un anno, poi due e già si avvicina un’altra commemorazione. Alle promesse del vostro primo ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta».
A commentare la situazione anche Manuelita Scigliano, portavoce del terzo settore e della rete 26 Febbraio: «È una ferita ancora aperta, come hanno ricordato proprio i familiari sopravvissuti. Purtroppo oggi, con il rinvio del processo, i tempi si allungano e il dolore per i familiari non passa mai».
Cosa denunciano i familiari?
Denunciano di essere stati completamente dimenticati dalle autorità. «Siamo ormai a tre anni dalla strage e tutte le promesse fatte in quei giorni non sono state mantenute. La rete 26 Febbraio, che raccoglie volontari e associazioni, sembra quasi essere stata ignorata», aggiunge Scigliano.
Cosa è cambiato da quel giorno?
«Purtroppo nulla in meglio», spiega la portavoce. «A livello normativo e legislativo la situazione non è migliorata, la divisione politica resta, si continua a criminalizzare le persone migranti, a ostacolare i soccorsi in mare e a rallentare l’integrazione nei nostri territori».
Prossimi appuntamenti
Per il prossimo mese, in occasione dell’anniversario della strage, sono previsti momenti commemorativi e di denuncia. «Il ricordo deve sempre accompagnarsi a una presa di posizione e a una visione verso il futuro», conclude Scigliano.