Primo Maggio a Gioia Tauro: Senese (UIL Calabria) accende i riflettori su lavoro, giovani e donne

«Meno di una donna su tre lavora, quasi un giovane su due è NEET: così si spegne il futuro. Decreto Lavoro da attuare subito, ZES da rafforzare al Sud»

A cura di Redazione
01 maggio 2026 15:15
Primo Maggio a Gioia Tauro: Senese (UIL Calabria) accende i riflettori su lavoro, giovani e donne - Foto Uff. Stampa Uil Calabria
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Sul lavoro femminile: «Meno di una donna su tre lavora in Calabria. Non è un divario, è un'ingiustizia». Sui giovani: «Quasi un giovane su due è NEET: è un futuro che si spegne». Sul Decreto Lavoro: «Attuazione rapida o il decreto farà la fine dei precedenti». Sulla ZES: «Prima di estenderla al Nord, bisogna farla funzionare al Sud».

«Questo Primo Maggio non è solo una festa, ma una voce collettiva che chiede rispetto, che chiede diritti, che chiede dignità». Con queste parole Mariaelena Senese, Segretaria Generale della UIL Calabria, ha aperto il suo intervento alla manifestazione del Primo Maggio tenutasi, in maniera simbolica, a Gioia Tauro.

Davanti a lavoratrici e lavoratori, Senese ha articolato l'agenda della UIL Calabria intorno a tre grandi temi strutturali — mobilità, sanità, qualità del lavoro — e ha riservato ampio spazio alla condizione delle donne e dei giovani calabresi, valutando infine il Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei ministri.

MOBILITÀ E INFRASTRUTTURE: «MUOVERSI È UN LUSSO CHE I CALABRESI NON POSSONO PERMETTERSI»

«In Calabria la questione delle infrastrutture e dei trasporti è una questione sociale - ha dichiarato Senese -. C'è chi rinuncia a un lavoro perché non riesce a raggiungerlo. C'è chi spende metà dello stipendio per spostarsi. C'è chi è costretto ad andare via. E questo non è accettabile». La Segretaria ha ricordato che la mappa Istat delle Aree Interne classifica come periferici o ultraperiferici i territori privi di ospedale, scuola e ferrovia insieme, e che questa combinazione riguarda la maggior parte dei comuni calabresi.

«Non è accettabile che muoversi diventi un lusso. Non è accettabile che il diritto al lavoro dipenda da dove sei nato - ha aggiunto -. La UIL Calabria chiede infrastrutture moderne, una rete ferroviaria adeguata, collegamenti efficienti tra costa e aree interne e un sistema di trasporto pubblico che non scarichi i costi sui cittadini più deboli».

SANITÀ: «1,5 MILIARDI DI MOBILITÀ PASSIVA DAL 2020 AL 2024. UNA TERRA CHE PERDE FIDUCIA È UNA TERRA CHE SI SVUOTA»

Sul fronte sanitario, Senese ha citato i dati del Rapporto OsservaSalute 2025, secondo cui il Mezzogiorno è la macro-area che invecchierà più rapidamente, con una perdita di quasi il 18% della popolazione nei Comuni ultraperiferici. Ha ricordato che dal 2020 al 2024 la spesa per mobilità sanitaria passiva in Calabria ha superato 1,5 miliardi di euro: «Quando le persone sono costrette a curarsi fuori regione, non perdiamo solo soldi. Perdiamo fiducia. Perdiamo comunità. Perdiamo futuro».

La UIL Calabria chiede la fine della mobilità sanitaria forzata e il ripristino di un sistema sanitario regionale capace di garantire prossimità, tempi certi e qualità delle prestazioni per tutti i cittadini.

SICUREZZA SUL LAVORO: «LA SICUREZZA NON È UN COSTO. È UN DIRITTO. È UN INVESTIMENTO»

Sul tema della sicurezza, Senese ha richiamato uno studio UIL secondo cui solo lo 0,4% delle risorse delle Aziende Sanitarie italiane viene destinato ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, mentre in Calabria il dato medio sale allo 0,82%, restando però insufficiente: «Dove la sicurezza è trascurata, crescono il rischio, il dolore, le tragedie. La UIL continuerà a pretendere più controlli, più prevenzione, più legalità».

DONNE E GIOVANI: «MENO DI UNA DONNA SU TRE LAVORA IN CALABRIA. NON È UN DIVARIO: È UN'INGIUSTIZIA»

Il passaggio più intenso dell'intervento è stato dedicato alla condizione delle donne e dei giovani: «In Calabria essere donna significa ancora, troppo spesso, essere costrette a scegliere tra lavoro e famiglia. Significa accontentarsi di un contratto precario, di un part-time non voluto, di uno stipendio più basso», ha detto Senese.

I numeri citati dalla Segretaria fotografano una situazione di forte disparità strutturale: meno del 35% delle donne calabresi lavora, a fronte del circa 50% della media italiana e di oltre il 60% della media europea. Oltre il 70% delle donne inattive in Calabria dichiara di non lavorare per ragioni legate alla cura di figli o familiari, e in Italia circa 30.000 donne ogni anno sono costrette ad abbandonare il lavoro dopo la maternità. «Che libertà è quella di una donna che deve rinunciare al lavoro per prendersi cura della famiglia? Che giustizia è quella di un sistema che considera il lavoro di cura invisibile, non pagato, non riconosciuto?»

La condizione dei giovani è stata indicata come l'altro versante critico della stessa ingiustizia: più del 50% delle ragazze tra i 15 e i 24 anni è disoccupata e quasi un giovane su due è NEET — né occupato né in formazione: «Non è solo un problema sociale. È un freno allo sviluppo. È un futuro che si spegne».

La UIL Calabria chiede investimenti concreti: più asili nido, voucher per l'assistenza, servizi per le famiglie, lavoro flessibile e telelavoro, sostegno all'imprenditoria femminile, microcredito, incentivi per le nuove attività di donne nel turismo, nell'artigianato e nell'innovazione.

«La verità è semplice — ha concluso Senese su questo tema —. Quando lavora una donna, cresce tutta la società».

DECRETO LAVORO: «MISURE GIUSTE NATE DA BATTAGLIE UIL»

Sul Decreto Lavoro varato dal Governo, Senese ha rivendicato i risultati ottenuti dalla UIL, in linea con quanto dichiarato a Roma dal Segretario Generale nazionale PierPaolo Bombardieri.

Sul fronte dei contratti, il decreto recepisce una richiesta centrale del sindacato: «Abbiamo fatto una battaglia contro i contratti pirata, che generano una diminuzione di salari e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Il Governo ha fissato un paletto importante: il contratto dignitoso è quello sottoscritto dai sindacati comparativamente maggiormente rappresentativi, e gli aiuti andranno solo alle aziende che applicano quei contratti».

Senese ha chiarito che la partita non è ancora chiusa: «Riproporremo le nostre richieste sulla detassazione degli aumenti contrattuali. E restano senza risposta temi essenziali per i lavoratori calabresi: le pensioni per chi ha svolto lavori usuranti per tutta la vita, la copertura assicurativa per i caregiver familiari, il rafforzamento strutturale dei controlli e della prevenzione. I lavoratori non possono più aspettare i tempi lunghi della burocrazia: vogliamo atti concreti, tempi rapidi, risultati».

ZES: «PRIMA DI ESTENDERLA AL NORD, BISOGNA FARLA FUNZIONARE AL SUD»

Nel passaggio dedicato alla Zona Economica Speciale, Senese ha criticato l'ipotesi di estendere il regime ZES al resto del Paese: «Quando gli incentivi sono uguali ovunque, le imprese non scelgono i territori più difficili. Scelgono quelli dove tutto funziona già meglio. Scelgono il Nord».

«La ZES non è un privilegio – ha aggiunto Senese -. È uno strumento di giustizia sociale ed economica. Togliere alla Calabria strumenti differenziati non significa creare uguaglianza: significa continuare ad aumentare il divario. Noi non accetteremo che venga svuotata».

LA CHIUSURA: «UNA PROMESSA: IL LAVORO TORNERÀ AL CENTRO»

Senese ha concluso il suo intervento con un messaggio chiaro: «La Calabria non chiede assistenza, chiede diritti. Chiede di potersi muovere. Chiede di potersi curare. Chiede di poter lavorare senza essere sfruttata. Chiede di poter restare».

«Il Primo Maggio, qui a Gioia Tauro, non è solo una celebrazione. È una promessa. La promessa che il lavoro tornerà al centro. La promessa che questa terra può rialzarsi. Ma solo se il lavoro sarà vero, sicuro, giusto. Solo se sarà, finalmente, dignitoso», ha concluso la Segretaria.

GLI ALTRI INTERVENTI

Dal palco, sono intervenuti per le categorie UIL Francesco Primerano (delegato UILCOM) e Gianpiero Vigliarolo (delegato UIL Trasporti). Tra i temi trattati, le vertenze aperte sul fronte Konecta e Abramo Customer Care e il futuro del Porto di Gioia Tauro con attenzione particolare alle politiche di sviluppo necessarie al rendere veramente operativo il retroporto.

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